Dalla Banca europea 100 milioni per le imprese
Concluso l’accordo con la Regione per garantire i prestiti delle aziende in crisi I Comuni: «Per la ricostruzione utilizziamo i 300 milioni dei Patti territoriali»
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CAGLIARI. L’accordo con la Banca europea per gli investimenti è fatto. Da quella cassaforte arriveranno 100 dei 200 milioni necessari per finanziarie buona parte della legge salva imprese. Manca ancora l’annuncio ufficiale, ma lo schema è pronto: «Siamo agli ultimi particolari», fanno sapere dall’assessorato al bilancio. Il pacchetto, come si sa da giorni, servirà a garantire i prestiti che le imprese in affanno chiederanno alle banche per rimettersi in moto dopo la lunga chiusura. Cento milioni li metterà la Banca europea, gli altri saranno risorse della Regione. Grazie a questo ombrello, in parallelo con il decreto «Cura Italia» del Governo, le aziende potranno ottenere un’apertura di credito a partire da 25mila euro a tasso zero per 15 anni. Perché per i primi 24 mesi, le imprese pagheranno poco o nulla, mentre da quella scadenza in poi gli interessi saranno a carico dell’accoppiata Bei-Regione. Il disegno di legge è pronto e dovrebbe irrobustire il testo della delibera approvata a metà marzo dalla Giunta ma non ancora trasmessa al Consiglio regionale. «Stiamo definendo gli ultimi dettagli – confermano sempre dall’assessorato al bilancio – e oggi o domani l’operazione dovrebbe essere conclusa». È quindi possibile che con in mano la proposta definitiva la Giunta si presenti questo pomeriggio nell’aula delle due commissioni, bilancio e lavoro, convocate per riscrivere la destinazione di altri 200 milioni, sono Fondi europei per lo sviluppo, non ancora spesi e da destinare alla ripartenza. Di sicuro la stessa bozza sarà al centro anche del vertice di maggioranza, previsto nel tardo pomeriggio di oggi. «Stiamo puntando a mettere in campo interventi strutturali, di lungo respiro e non solo contributi una tantum», è la posizione di Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, il partito del governatore. Ed è una dichiarazione che, almeno sulla carta, sembra potersi trasformare anche in un possibile altolà all’ultima proposta del Pd, che invece ipotizza proprio diversi contributi una tantum a favore di macro e piccole imprese. A parte questa nuova e possibile contrapposizione fra maggioranza e opposizione, la Regione sarebbe a buon punto anche nella trattativa con la Cassa depositi e prestiti per ottenere in anticipo buona parte del miliardo e mezzo ottenuto con l’accordo sugli accantonamenti. Intanto, a scendere in campo con 300 milioni sono anche i Comuni. «Per la fase 2 – scrive il presidente dell’Anci Emiliano Deiana – mettiamo a disposizione i finanziamenti stanziati, nella scorsa legislatura, a favore dei vari Piani territoriali per le infrastrutture». Secondo i sindaci, sono milioni già a disposizione e che «oggi vanno solo indirizzati verso quel rilancio di cui la Sardegna ha bisogno». Con infine questa proposta: «Dal Consiglio regionale noi sindaci dobbiamo essere nominati commissari locali per la ricostruzione e quindi avere la possibilità di spendere proprio quei 300 milioni». (ua)
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