La Ue esclude quindici paesi sardi dalla lista delle aree svantaggiate

La denuncia di Cia Sardegna: «Un'ingiustizia consumata ai danni di quelle comunità rurali e agricole, che genera condizioni di concorrenza sleale per nulla sostenibile»

SASSARI. Il “Processo di revisione delle zone svantaggiate” operato dall’Ue ha deciso l’esclusione di sei paesi sardi e confermato quella di altri nove. A denunciarlo della Cia Sardegna che la definisce «un'ingiustizia consumata ai danni di quelle comunità rurali e agricole, che genera condizioni di concorrenza sleale per nulla sostenibile». Il presidente Francesco Erbì e il direttore Alessandro Vacca sostengono che «le aziende agricole sarde che ricadono nei territori esclusi subiranno un doppio danno: perderanno il diritto di accesso ai benefici per la compensazione degli svantaggi e patiranno una penalizzazione del 30% nell'accesso agli aiuti per gli investimenti». I neo esclusi sono Assemini, Badesi, Girasole, Masainas, Olmedo e Ortacesus; quelli chi si sono visti confermare l’esclusione sono Alghero, Arborea, Samassi, San Gavino Monreale, San Sperate, Senorbì, Simaxis, Uras e Valledoria. In alcuni casi vengono esclusi paesi che ricadono in aree considerate svantaggiate, con grave danno sotto il profilo della concorrenza, come Samassi. La Cia sollecita la Regione a chiedere una riclassificazione che consideri tutta la Sardegna zona svantaggiata.

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