Covid 19, la commissaria Ue: "Anche l'Università di Cagliari in prima linea per il vaccino"

Marija Gabriel (Bulgaria) è a capo della commissione europea alla ricerca: "Solo il vaccino ci può aiutare ma bisogna fare in fretta"

BRUXELLES. Solo il vaccino ci può salvare, ma bisogna fare in fretta. E il contributo dell'Italia, con le sue eccellenze nel campo scientifico, può essere di grande aiuto per arrivare a risultati concreti al più presto, comunque entro la fine dell'anno. Fra queste eccellenze c'è anche l'Università di Cagliari. Questa, in sintesi, la posizione espressa dalla commissaria Ue alla ricerca e alla cultura Marija Gabriel, politica bulgara, in un'intervista all'ANSA. Alla vigilia della conferenza internazionale dei donatori organizzata per lunedì prossimo per mobilitare le risorse necessarie a condurre la battaglia della scienza contro il Covid-19, la commissaria ha fatto il punto sulle iniziative già messe in campo per arrivare a trovare un vaccino nei prossimi mesi.

«Dobbiamo svilupparlo al più presto - ha detto Gabriel - produrlo e distribuirlo in ogni singolo angolo del mondo». Per questo, secondo quanto dicono gli scienziati, servono almeno 7,5 miliardi di euro, ma anche una stretta collaborazione tra i migliori ricercatori del mondo e in questo contesto «l'Italia è molto coinvolta». La 'Coronavirus Global Response', come è stata battezzata l'iniziativa che sarà lanciata lunedì 4 maggio, punta a mettere insieme le forze di governi, aziende, artisti e cittadini per attivare una campagna di raccolta fondi, da aggiungere ai 380 milioni di euro già mobilitati da Bruxelles, per sostenere la ricerca su tre fronti: diagnostica, trattamenti e vaccini. In questa battaglia, ha sottolineato Gabriel, sono già impegnati alcuni dei migliori cervelli e istituti universitari italiani.

«La società farmaceutica milanese Dompè - ha ricordato la commissaria - guida una piattaforma europea di supercalcolo intelligente, la Exscalate4CoV, che ha vinto un finanziamento da tre milioni di euro attraverso il bando d'emergenza del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020». L'obiettivo è identificare rapidamente molecole efficaci contro il coronavirus e farmaci per il trattamento della popolazione infetta. «Al progetto - ha detto ancora Gabriel - partecipano i ricercatori del consorzio interuniversitario Cineca di Bologna, il Politecnico e l'Università di Milano, la Federico II di Napoli, l'Università di Cagliari, l'associazione BigData, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare(Ifn) e l'Istituto Spallanzani di Roma».

Una cooperazione che coinvolge ben 18 partner di 7 paesi dell' Ue (Belgio, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Svezia e Svizzera). Si tratta, secondo gli esperti, della piattaforma di supercomputer più performante al mondo: ha la capacità di valutare 3 milioni di molecole al secondo ed ha una biblioteca chimica contenente oltre 10mila farmaci e 500 miliardi di molecole. Al momento si sono individuate già 100 potenziali molecole antivirali che sono oggetto di screening biologico nei laboratori dell'Università KU Leuven in Belgio, del Fraunhofer IME in Germania e dell'Università di Cagliari.

«I primi test saranno completati entro le prossime settimane», ha detto ancora la commissaria. «Le molecole selezionate passeranno poi ai test clinici, allo scopo di poter identificare una cura sicura per l'uomo, possibilmente pronta a essere utilizzata sui pazienti entro tre mesi. Anche l'ENI contribuirà con la propria infrastruttura di supercalcolo». Oltre a Exscalate4Cov, l'Italia è in prima linea con il progetto Coronadx in cui l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e la Fondazione Icons di Lodi collaborano con altri sei gruppi di ricerca Ue e cinesi per elaborare strumenti per una rapida diagnosi.

Mentre il Policlinico San Matteo di Pavia partecipa al progetto Atac per sviluppare l'immunoterapia passiva per il coronavirus. IGEA, una società con sede a Carpi, collabora poi a Opencorona, per la ricerca di un vaccino contro il Covid-19: i ricercatori inizieranno i test su animali entro un paio di settimane e eventualmente le prime sperimentazioni sull'uomo partiranno nel 2021. «Siamo orgogliosi dei nostri ricercatori, l'Europa è la loro casa, il posto per il talento» ha quindi concluso Gabriel auspicando che gli sforzi intrapresi riescano a dare i frutti sperati al più presto per liberare il continente e l'intero pianeta dalla peggiore pandemia dell'ultimo secolo.(ANSA).

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