Ma con i sindaci è calato il gelo
L’Anci: non siamo stati consultati. Il governatore: solo loro conoscono il territorio
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SASSARI. L’ha ribadito più volte: «Se la Sardegna può ripartire in anticipo rispetto ad altre regioni, il merito è del grande senso di responsabilità mostrata dai cittadini da quando sono iniziate le restrizioni. Grazie al loro atteggiamento di rispetto oggi vediamo la curva del contagio in discesa e possiamo guardare al futuro con fiducia». Vietato abbassare la guardia, però, ha detto il governatore Cristian Solinas: «Nessuno deve pensare che il virus sia andato in vacanza, da qui in avanti occorre mostrare la stessa prudenza e responsabilità per evitare di ritrovarci alle prese con una seconda ondata del Covid-19. La battaglia non è finita, lo sarà soltanto quando sarà individuato il vaccino. Ma nel frattempo – ha aggiunto – davanti ai dati che ci giungono e certificano la bassa diffusione del virus e di fronte all’esigenza di garantire la ripresa economica, abbiamo deciso di avviare la fase 2. Abbiamo il dovere di dare ai sardi la possibilità di fare ripartire le proprie attività ferme da mesi e di ricominciare a lavorare». Tenendo ben presente anche un altro aspetto non secondario: il lockdown ha generato non solo gravi difficoltà economiche ma ha inciso molto anche sulla salute, perché la privazione della libertà e la quarantena forzata sono destabilizzanti. «Per questo dopo un confronto serrato con i componenti del comitato tecnico scientifico abbiamo deciso di autorizzare riaperture graduali. Ma siamo pronti a tornare sui nostri passi nel caso la situazione dovesse cambiare in negativo all’improvviso e agiremo in collaborazione con i sindaci». Proprio sul ruolo dei sindaci è partita immediatamente la polemica. Solinas affida a loro l’ultima parola su decisioni importanti, per esempio sulla riapertura l’11 maggio dei saloni di parrucchieri e barbieri. Dipenderà dall’indice Rt: se sarà uguale o inferiore a 0,5 potranno dare il via libera. La spiegazione di Solinas: «I sindaci conoscono la situazione del loro territorio meglio di tutti. Per questo è giusto affidare a loro il compito di autorizzare alcune ripartenze e disporre eventuali nuove chiusure in caso di necessità o di mancato rispetto delle regole».I sindaci però non la pensano così e la regione di alcuni di loro è stata gelida: nessuno era stato informato del grande ruolo di responsabilità che la Regione aveva deciso di assegnargli. «Prima di commentare occorre leggere l'ordinanza del presidente della Regione nella sua completezza formale. Tuttavia – dice il presidente dell’Anci Emiliano Deiana – quando si assumono atti che investono la responsabilità di altri soggetti istituzionali ovvero i comuni e i sindaci, sarebbe buona prassi consultarli. Adesso aspettiamo il testo – continua Deiana – Poi ciascuno eserciterà il proprio ruolo. Con prudenza, discernimento e senso di responsabilità». (si. sa.)
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