Turismo, il Covid cancella oltre 1300 imprese isolane

Gli effetti devastanti della pandemia sull'occupazione: nel settore perderanno il lavoro in seimila

CAGLIARI. Stagione estiva alle porte. Ma nel sistema turismo in Italia sono a rischio 40mila imprese e 184mila posti di lavoro a causa dell'emergenza coronavirus. E anche la Sardegna la pagherà cara: secondo lo scenario prospettato da un'analisi di Demoskopika, per l'anno in corso l'Isola dovrebbe perdere 5.778 addetti. Non solo: ci sono anche 1.325 imprese a rischio fallimento. Si tratta di stime, ma i primi numeri certi, che si riferiscono al primo trimestre del 2020, non danno buoni segnali.

Le cessazioni in Sardegna di imprese turistiche sono state già 354 con un saldo negativo di 241 aziende. Le nuove iscrizioni solo 113. Un andamento negativo confermato anche dall'analisi della serie storica del tasso di crescita, cioè del rapporto tra il saldo fra iscrizioni e cessazioni rilevato a fine trimestre e lo stock delle imprese registrate alla fine dell'anno precedente: la Sardegna fa segnare, più o meno in linea con le altre Regioni, un -1,51 per cento. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni delle imprese del settore risente delle restrizioni necessarie per frenare l'avanzata della pandemia del Covid-19: a livello nazionale è il peggiore bilancio della nati-mortalità del sistema turistico degli ultimi 25 anni.

«Migliaia di posti di lavoro nel comparto turistico - commenta il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio - sono appesi al filo di un integrato piano di provvedimenti che deve sostenere il sistema a superare la crisi in tempi rapidi. Un organico pacchetto di misure che, almeno ad oggi, stenta a vedere la luce e senza il quale sarà difficile coprire le insolvenze e scongiurare i fallimenti degli operatori della filiera». (ANSA).

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