Pasticcio sull’indice Rt e Sassari resta chiusa
di Umberto Aime
La Regione fornisce il dato solo per 3 Comuni. I sindaci: non ci fidiamo
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CAGLIARI. Solo due Comuni classificati, Sassari e Ossi, più il blocco della Città metropolitana di Cagliari, 17. Non pervenuti tutti gli altri 355. L’attesa per il fattore Rt s’è trasformata purtroppo in un nulla di fatto. Ma prima di spiegare il perché della profonda delusione, va scritto subito altro, legandolo a doppio filo con l’ordinanza numero 20 del governatore Solinas, quella sulle possibili riaperture. Perché lunedì, a Sassari, continueranno a rimanere chiusi barbieri, parrucchieri, centri estetici e negozi d’abbigliamento. Il motivo? L’indice statistico sui rischi di trasmissione del coronavirus è risultato 0,96, quasi il doppio della soglia sentinella fissata a 0,50. Per essere ancora più chiari: in città è continua a essere molto alto o abbastanza alto il rischio di contagio. Ogni positivo potrebbe ancora infettare almeno una persona sana e quindi non ci saranno riaperture anticipate. Per tornare ai negozi, a Ossi e nell’area metropolitana di Cagliari barbieri eccetera potranno rialzare su le serrande. Anche se proprio Cagliari è finita sin da subito al centro di un giallo alfanumerico: la città in sé ha un tasso di trasmissione superiore allo 0,50 e quindi non potrebbe esserci il via libera. Ma poi lo stesso risultato è stato messo assieme a quelli decisivamente più bassi degli altri 16 Comuni metropolitani, fino a scendere a 0,45 e quindi sotto soglia. Il domandone è questo: lunedì, a Cagliari, saloni e negozi potranno riaprire? Chissà, ma sulla carta forse sì. Anzi no, perché dopo la pubblicazione della tabella Rt, è accaduto di tutto. Molti sindaci, anche quelli che amministrano diversi Comuni non classificati, hanno fatto sapere che lunedì non daranno alcun via libera. «C’è troppa incertezza, l’indagine è stata un fallimento. Non ci fidiamo», è il messaggio partito dall’Ogliastra al Nuorese, da Oristano fino a gran parte della Gallura. Anche i sindaci della Città metropolitana cagliaritana hanno alzato le mani in segno di resa. Altri invece hanno fatto sapere che firmeranno l’ordinanza di riapertura, ma un censimento di quanti saranno non è ancora possibile.
La formula. L’algoritmo ha deluso le tante, forse troppe, aspettative. Calibrata dalla Fondazione Kessler, approvata dall’Istituto superiore di sanità e adottata dalla Regione, la formula alla fine non è stato possibile applicarla in tutti quei Comuni, 355 per l’appunto, dove i casi positivi sono stati finora meno di 30. Attenzione, però, non i positivi in assoluto, ma solo quelli che, al momento del ricovero, avevano gran parte dei sintomi conclamati dell’infezione da Covid-19: tosse, febbre alta e polmonite. Dunque, il calcolo per determinare l’indice di contagio è stato eseguito partendo soltanto dai pazienti effettivamente malati. Il che vuol dire: dai casi positivi conosciuti, 1.330 stando all’ultimo bollettino, sono stati depennati tutti quelli senza sintomi, fino a ridurre la base sotto quota 700. Dunque, l’Rt è partito da questo numero, poi consegnato nelle mani di Giovanni Sotgiu. È stato il professore universitario di statistica medica a Sassari, entrato a far parte del Comitato scientifico, a tirare le somme.
La constatazione. Scritto che l’indice regionale di contagio è 0,48, quindi sotto soglia, gli esperti hanno capito subito che l’algoritmo Kessler non era calibrato sulla Sardegna, bensì sui grandi numeri del Nord Italia e quindi è andato in tilt. Ma quello è stato l’algoritmo scelto dall’Istituto superiore della sanità e quello la Regione ha dovuto applicare per il calcolo dell’Rt. Anche se da giorni altri esperti avevano lanciato l’allarme. «In Sardegna i numeri sono talmente piccoli, che quel fattore non ci sarà per molti Comuni». Hanno avuto ragione.
Il bollettino. La tabella sarà aggiornata ogni settimana e nei prossimi giorni sarà arricchita con altri 20 indicatori socio-sanitari comunicati anche questi dall’Istituto superiore della sanità. Cambierà qualcosa? Durante il punto stampa, Solinas ha detto: «Partiamo da questi dati. Poi vedremo quelli del 18, ma continueremo comunque ad andare avanti passo dopo passo. Sia chiaro, il virus non è andato in vacanza e infatti oggi emetterò un’ordinanza sull’uso obbligatorio delle mascherine e una circolare che spiegherà meglio le restrizioni previste nella precedente del 3 maggio, la numero 20». Poi alla domanda precisa: nei Comuni non classificati potranno riaprire i negozi? Il governatore ha risposto sì, ma poco dopo i sindaci non sono andati oltre un timido e preoccupato vedremo, o decideremo in queste ore. L’ormai inutile fattore Rt ha deluso proprio tutti.
La formula. L’algoritmo ha deluso le tante, forse troppe, aspettative. Calibrata dalla Fondazione Kessler, approvata dall’Istituto superiore di sanità e adottata dalla Regione, la formula alla fine non è stato possibile applicarla in tutti quei Comuni, 355 per l’appunto, dove i casi positivi sono stati finora meno di 30. Attenzione, però, non i positivi in assoluto, ma solo quelli che, al momento del ricovero, avevano gran parte dei sintomi conclamati dell’infezione da Covid-19: tosse, febbre alta e polmonite. Dunque, il calcolo per determinare l’indice di contagio è stato eseguito partendo soltanto dai pazienti effettivamente malati. Il che vuol dire: dai casi positivi conosciuti, 1.330 stando all’ultimo bollettino, sono stati depennati tutti quelli senza sintomi, fino a ridurre la base sotto quota 700. Dunque, l’Rt è partito da questo numero, poi consegnato nelle mani di Giovanni Sotgiu. È stato il professore universitario di statistica medica a Sassari, entrato a far parte del Comitato scientifico, a tirare le somme.
La constatazione. Scritto che l’indice regionale di contagio è 0,48, quindi sotto soglia, gli esperti hanno capito subito che l’algoritmo Kessler non era calibrato sulla Sardegna, bensì sui grandi numeri del Nord Italia e quindi è andato in tilt. Ma quello è stato l’algoritmo scelto dall’Istituto superiore della sanità e quello la Regione ha dovuto applicare per il calcolo dell’Rt. Anche se da giorni altri esperti avevano lanciato l’allarme. «In Sardegna i numeri sono talmente piccoli, che quel fattore non ci sarà per molti Comuni». Hanno avuto ragione.
Il bollettino. La tabella sarà aggiornata ogni settimana e nei prossimi giorni sarà arricchita con altri 20 indicatori socio-sanitari comunicati anche questi dall’Istituto superiore della sanità. Cambierà qualcosa? Durante il punto stampa, Solinas ha detto: «Partiamo da questi dati. Poi vedremo quelli del 18, ma continueremo comunque ad andare avanti passo dopo passo. Sia chiaro, il virus non è andato in vacanza e infatti oggi emetterò un’ordinanza sull’uso obbligatorio delle mascherine e una circolare che spiegherà meglio le restrizioni previste nella precedente del 3 maggio, la numero 20». Poi alla domanda precisa: nei Comuni non classificati potranno riaprire i negozi? Il governatore ha risposto sì, ma poco dopo i sindaci non sono andati oltre un timido e preoccupato vedremo, o decideremo in queste ore. L’ormai inutile fattore Rt ha deluso proprio tutti.
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