Progressisti: c’è prima l’emergenza Covid
SASSARI. Gli annunci di Solinas non trovano sponda nella opposizione di centrosinistra. Francesco Agus (foto), capogruppo dei Progressisti, invita il presidente della Regione a occuparsi dell’emergenz...
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SASSARI. Gli annunci di Solinas non trovano sponda nella opposizione di centrosinistra. Francesco Agus (foto), capogruppo dei Progressisti, invita il presidente della Regione a occuparsi dell’emergenza Covid. «Prima di ragionare sulle grandi riforme io mi concentrerei sull’emergenza che ancora non è finita – dice Agus –. Tutto sommato l’isola ne è venuta fuori senza problemi, ma questa pandemia deve essere un campanello d’allarme per l’anno prossimo. Nulla ci dice che non si ripeterà, abbiamo diversi mesi di vantaggio, abbiamo l’esperienza di regioni come il Veneto e l’Emilia Romagna come esempio. Senza contare che siamo ancora in una fase in cui gli ospedali stanno lavorando al 40-50 per cento. Ci sono lunghe liste d’attesa per interventi, visite, screening. Nonostante sia stato riaperto tutto continuano a viaggiare in regime di emergenza. Forse sarebbe il caso di predisporre un protocollo operativo per accelerare sulle liste d’attesa, magari facendo lavorare le macchine anche 24 ore su 24 e assumendo specialisti».
Dal Movimento 5 stelle il consigliere Roberto Li Goi non chiude la porta, ma mostra dubbi sul fatto che la riforma diventi concreta. «Le parole di Solinas sono sicuramente apprezzabili – dice – ma ora voglio vedere se diventano fatti. In questi anni abbiamo assistito a una politica degli annunci che non ha portato a niente. E anche la gestione - a dir poco lacunosa - dell’emergenza coronavirus non fa ne sperare. In queste legislature siamo stati abituati a libri dei sogni che poi abbiamo sempre dovuto pagare sotto tagli inusitati». (al.pi.)
Dal Movimento 5 stelle il consigliere Roberto Li Goi non chiude la porta, ma mostra dubbi sul fatto che la riforma diventi concreta. «Le parole di Solinas sono sicuramente apprezzabili – dice – ma ora voglio vedere se diventano fatti. In questi anni abbiamo assistito a una politica degli annunci che non ha portato a niente. E anche la gestione - a dir poco lacunosa - dell’emergenza coronavirus non fa ne sperare. In queste legislature siamo stati abituati a libri dei sogni che poi abbiamo sempre dovuto pagare sotto tagli inusitati». (al.pi.)
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