La Nuova Sardegna

In spiaggia senza limiti ma è caos per i controlli

di Claudio Zoccheddu
In spiaggia senza limiti ma è caos per i controlli

La Regione non chiarisce ma ribadisce l’obbligo della distanza di sicurezza  I sindaci si affidano al buonsenso dei cittadini: impossibile pattugliare gli arenili

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SASSARI. Manca l’ufficialità ma il discorso è stato chiarito in maniera informale: spiagge aperte, senza alcuna incertezza su tuffi, bagni, ombrelloni e tintarelle. Si potrà fare tutto, anche passare l’ora fermi davanti al mare. La Regione non ha scritto l’ultimo capitolo del manuale di gestione degli arenili ma ha dato il via libera senza aggiungere nulla al distanziamento sociale, che rimane quindi l’unica norma direttamente discendente dall’emergenza sanitaria. I problemi, però, hanno solo cambiato orizzonte. Adesso saranno i sindaci a gestire la più classica delle gatte da pelare: il controllo della distanza tra bagnanti nelle spiagge libere. Ed è una sorta di Davide contro Golia, perché l’80 per cento delle spiagge della Sardegna non sono occupate da concessioni balneari.

Le reazioni. Ovviamente l’argomento era in discussione da giorni e tutti i sindaci dei comuni costieri erano si erano già attivati i per trovare una soluzione all’enigma più complicato. L’uovo di Colombo, però, è complicato da scovare. Per il momento sembra essere tutto demandato di un ulteriore grado: il buonsenso dei cittadini. «Non ci sono alternative, perlomeno non nel breve periodo – spiega il sindaco di Alghero, Mario Conoci –. Cosa dovremo fare, mettere un poliziotto per ogni persona? Non è possibile, non abbiamo le risorse necessarie e gli organici della polizia municipale non possono sostenere questo tipo di impegno. Anche un affiancamento con i barracelli, è un esempio, non risolverebbe la soluzione. Ne stavamo parlando con i sindaci della Rete metropolitana del Nord Sardegna e tutti sono concordi nel dire che il problema principale è proprio questo». Ad Alghero si punterà sulla comunicazione, perlomeno nel breve periodo: «Faremo comunque controlli a campione – aggiunge Conoci – ma saranno i cittadini a fare differenza, dobbiamo fare affidamento sul buonsenso e sulla speranza che tutti rispettino le distanze di sicurezza e che non si verifichino episodi spiacevoli tra bagnanti. Noi faremo tutto il possibile per diffondere le linee guida e per sensibilizzare i cittadini». Cambiando costa, le reazioni restano molto simili: «Perlomeno adesso sappiamo che le spiagge saranno aperte – commenta Domenico Mannironi, sindaco di San Teodoro –. Scelta intelligente, stavamo faticando a stare dietro a tutti questi cambiamenti: prima le passeggiate ma niente bagni, poi la nuotate ma senza la possibilità si sostare in spiaggia. Ora però è tutto sulle nostre spalle, ed è un problema». San Teodoro dovrà gestire spiagge complicate, solo “La Cinta” è lunga quattro chilometri e pensare di presidiarla è davvero complicato: «Faremo sicuramente qualcosa, come realizzare corridoi d’entrata e di uscita o limitare gli accessi ad alcune spiagge ma i controlli sulle distanze sono impossibili – continua Mannironi –. Non con le risorse che abbiamo a disposizione. Si potrebbe fare un ragionamento sui volontari, ma lo vedo complicato perché non sarebbe un lavoretto ma qualcosa di molto più articolato che prevede una formazione sulle normative e sui comportamenti da seguire. Per adesso proveremo a ricordare le nuove regole sul distanziamento attraverso una cartellonistica multilingue, sperano che arrivino anche turisti stranieri. Poi c’è la possibilità di affidarci a qualche applicazione per smartphone ma saranno i cittadini a fare la differenza ».

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