Tamponi ai turisti Solinas va avanti
di Umberto Aime
Il governatore: controlli sanitari per garantire sicurezza ai visitatori Il piano: «Siamo un’isola Covid-free, è questa la migliore promozione»
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CAGLIARI. La strategia della Regione è: «Vogliamo che i turisti arrivino sani in Sardegna, per poi ripartire ancora più sani alla fine delle vacanze». Il governatore Christian Solinas è andato anche oltre nella spiegazione: «Chiediamo, a chi trascorrerà da noi le ferie, questa piccola cautela in più, nel suo interesse e nel nostro». Perché, quest’estate, la Sardegna vuole vantarsi sul campo di essere una terra Covid free. «Oggi – ha aggiunto in un altro passaggio – abbiamo dalla nostra il tasso di contagio più basso in Italia e questo ottimo risultato dovrà continuare a essere la nostra forza anche nei prossimi mesi». Perché, dopo aver vissuto la pandemia, ogni potenziale turista «pretende e pretenderà di sapere prima, con largo anticipo, se in vacanza sarà al sicuro ed è proprio questo, la sicurezza, che noi gli proponiamo e proporremo». Anzi, persino qualcosa in più: «Se questa strategia andrà a buon fine – ha ribadito Solinas – potrebbero venire meno anche alcune delle limitazioni imposte dagli attuali protocolli nazionali». Non a caso ha accennato alla possibilità che in futuro, negli hotel e nei villaggi, possano essere addirittura confermati i buffet, invece considerati molto pericolosi dall’Inail, o altri eventi banditi dalle regole imposte dall’Istituto di sanità. «Lo ripeto – ha ribadito Solinas – noi vogliamo che da adesso in poi la Sardegna sia considerata da tutti un luogo sicuro, ma dovrà continuare ad esserlo anche per i sardi».
I tamponi. Solinas non è entrato nel dettaglio, ma ha lasciato intendere che le tappe dell’annunciato controllo sanitario saranno due. Alla partenza, quando il passeggero dovrà presentarsi all’imbarco con un certificato di negatività al coronavirus. In questo caso la scelta dovrebbe ricadere sui tamponi salivari, col test effettuato entro una settimana prima o entro minimo tre giorni dalla data del viaggio. La seconda tappa, invece, dovrebbe essere quella di un altro test rapido effettuato in aeroporto o al porto all’arrivo. «Sono due passaggi fondamentali – ha detto il governatore – per ottenere quella certezza di cui tutti abbiamo bisogno».
I costi. I tamponi salivari non saranno una tassa in più. «È nostra intenzione – ha aggiunto – rimborsare il prezzo del test. Lo faremo in due modi: con alcuni servizi che al turista saranno garantiti negli alberghi o nei villaggi. Oppure come bonus per usufruire di ingressi speciali nei nostri siti archeologici o come sconti quando acquisteranno i prodotti enogastronomici». Il governatore s’è detto sicuro che da parte di ogni segmento della filiera turistica «la collaborazione sarà totale, perché proporremo regole o semplici e facili da realizzare sul campo».
La concorrenza. Sarà un mercato, quello del turismo, completamente diverse rispetto agli altri anni. La Regione ha ipotizzato due milioni e mezzo di turisti in arrivo. «È una fetta di mercato – ha detto il governatore – da difendere a ogni costo». Per questo, «dobbiamo replicare a tutti gli attacchi, e molti ci sono già stati, che potrebbero mettere in cattiva luce l’immagine della Sardegna in questo momento molto delicato delle prenotazioni». Soprattutto perché la concorrenza ha affilato le armi da tempo ed è spietata. Le Canarie, ad esempio, hanno ottenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità che «da luglio atterrino solo voli con a bordo passeggeri certificati». Allo stesso obiettivo stanno puntando altre isole spagnole e la Grecia si sta muovendo sulla stessa strada. Sicilia e Puglia hanno annunciato strategie molto simili. «Noi – ha detto con forza Solinas – siamo stati i primi ad avere l’idea del passaporto sanitario e oggi non possiamo certo farcela scippare».
La circolare. La Regione ha annunciato che, nelle prossime ore, pubblicherà una nota che chiarirà tutti i dubbi sollevati dall’ultima ordinanza sulla fase 2. Ma un fake news Christian Solinas l’ha voluta smentire seduta stante: «Non è assolutamente vero che dopo il 3 giugno chi arriverà in Sardegna finirà in quarantena».
I tamponi. Solinas non è entrato nel dettaglio, ma ha lasciato intendere che le tappe dell’annunciato controllo sanitario saranno due. Alla partenza, quando il passeggero dovrà presentarsi all’imbarco con un certificato di negatività al coronavirus. In questo caso la scelta dovrebbe ricadere sui tamponi salivari, col test effettuato entro una settimana prima o entro minimo tre giorni dalla data del viaggio. La seconda tappa, invece, dovrebbe essere quella di un altro test rapido effettuato in aeroporto o al porto all’arrivo. «Sono due passaggi fondamentali – ha detto il governatore – per ottenere quella certezza di cui tutti abbiamo bisogno».
I costi. I tamponi salivari non saranno una tassa in più. «È nostra intenzione – ha aggiunto – rimborsare il prezzo del test. Lo faremo in due modi: con alcuni servizi che al turista saranno garantiti negli alberghi o nei villaggi. Oppure come bonus per usufruire di ingressi speciali nei nostri siti archeologici o come sconti quando acquisteranno i prodotti enogastronomici». Il governatore s’è detto sicuro che da parte di ogni segmento della filiera turistica «la collaborazione sarà totale, perché proporremo regole o semplici e facili da realizzare sul campo».
La concorrenza. Sarà un mercato, quello del turismo, completamente diverse rispetto agli altri anni. La Regione ha ipotizzato due milioni e mezzo di turisti in arrivo. «È una fetta di mercato – ha detto il governatore – da difendere a ogni costo». Per questo, «dobbiamo replicare a tutti gli attacchi, e molti ci sono già stati, che potrebbero mettere in cattiva luce l’immagine della Sardegna in questo momento molto delicato delle prenotazioni». Soprattutto perché la concorrenza ha affilato le armi da tempo ed è spietata. Le Canarie, ad esempio, hanno ottenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità che «da luglio atterrino solo voli con a bordo passeggeri certificati». Allo stesso obiettivo stanno puntando altre isole spagnole e la Grecia si sta muovendo sulla stessa strada. Sicilia e Puglia hanno annunciato strategie molto simili. «Noi – ha detto con forza Solinas – siamo stati i primi ad avere l’idea del passaporto sanitario e oggi non possiamo certo farcela scippare».
La circolare. La Regione ha annunciato che, nelle prossime ore, pubblicherà una nota che chiarirà tutti i dubbi sollevati dall’ultima ordinanza sulla fase 2. Ma un fake news Christian Solinas l’ha voluta smentire seduta stante: «Non è assolutamente vero che dopo il 3 giugno chi arriverà in Sardegna finirà in quarantena».
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