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Pochi affari, imprese in difficoltà: «È difficile ma non vogliamo mollare»

di Claudio Zoccheddu
Pochi affari, imprese in difficoltà: «È difficile ma non vogliamo mollare»

SASSARI. Sarà difficile ma non hanno alcuna intenzione di farsi da parte. Soprattutto adesso che le loro attività stanno ritornando alla piena operatività dopo più di due mesi di serrata obbligatoria....

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SASSARI. Sarà difficile ma non hanno alcuna intenzione di farsi da parte. Soprattutto adesso che le loro attività stanno ritornando alla piena operatività dopo più di due mesi di serrata obbligatoria.

Gli impresari dell’isola hanno più di una preoccupazione per la testa ma anche una convinzione scolpita tra i pensieri: non si può mollare, nemmeno un centimetro. Non adesso. A dare una mano d’aiuto e a rendere l’immediato meno insopportabile ci ha pensato il Decreto liquidità dell’8 aprile che a messo a disposizione di imprese, lavoratori autonomi e liberi professionisti titolari di Partita Iva, la possibilità di richiedere un nuovo credito di impresa sostenuto dalle garanzie dello Stato e, in questo caso, erogato da Unicredit.

Roberto Sieni gestisce due pelletterie e a Sassari e quando la pandemia ha bloccato il mondo si è trovato con la merce primaverile appena arrivata in negozio senza che l’attività potesse aprire: «Dovevo comunque pagare i fornitori, ed era un problema. Ora abbiamo ricevuto una bella boccata d’ossigeno ma sono comunque preoccupato». Nonostante le apparenze facciano intendere che tutto si tornato più o meno come prima, la realtà sembra sottolineare ben altro: «La ripartenza me l’ero immaginata più vivace, credevo che dopo tanto tempo la gente avesse più voglia di fare compere – racconta Sieni –. Invece la realtà è diversa. Da quando abbiamo riaperto abbiamo incassato pochissimo, sembra quasi che la gente abbia paura di entrare in negozio. Oggi (ieri, ndr) c’era tanta gente in giro ma abbiamo comunque lavorato pochissimo. Molti colleghi mi dicono che la situazione è la stessa anche in altre parti d’Italia. Speriamo che sia solo una cosa passeggera e che tutto ritorni alla normalità».

Roberto Achenza si occupa di trivellazioni ed energie alternative nella zona di Sassari tramite la sua “Aquanostra”: «Siamo ritornati operativi da due settimane e in questo tempo abbiamo effettuato qualche lavoro che era stato fissato prima del lockdown. Tornando all’attualità, devo dire che ho notato grande incertezza, direi che si naviga a vista ma che la nave non ha un timoniere, dunque programmare il futuro mi sembra molto complicato. E credo che questo sia solo l’inizio e che il peggio debba ancora arrivare». Questo non significa che l’imprenditore abbia intenzione di mollare la presa: «Al contrario, noi non ci abbattiamo. Meglio una nave che viaggia nell’incertezza di una che sta ferma. Avevo bisogno di un po’ di liquidità per mettere al sicuro i miei dipendenti così come per il momento dovremo giocare in difesa e attendere il nostro turno, ma non abbandoniamo il campo. Anzi, ci faremo trovare pronti».

Chi non è mai andata in vacanza è Roberta Prias, che a Nuoro di commercio all’ingrosso e al dettaglio di materiali idraulici e di arredi per il bagno: «Lavoravano a singhiozzo, non era per nulla conveniente ma non potevamo fare altrimenti. I materiali per l’idraulica erano un bene necessario e non ci siamo tirati indietro». Con l’arrivo della seconda fase dell’emergenza sanitaria, però, ciò che prima si poteva solo ipotizzare è diventato una certezza: «Da quando abbiamo aperto procediamo a rilento, molto a rilento. Per adesso poso dire di aver registrato un calo pazzesco. Per fortuna la banca ci ha dato una grande mano d’aiuto ma ci vorrà del tempo prima di vedere la luce. L’unica cosa di cui abbiamo certezza è che vogliamo resistere e non abbiamo alcunea intenzione di mollare, soprattutto adesso che abbiamo finalmente riaperto».

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