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Imprese e lavoro, stanziati 120 milioni

Imprese e lavoro, stanziati 120 milioni

Il governatore: nella lotta al Covid la Regione ha investito mezzo miliardo di euro

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CAGLIARI. La legge salva Sardegna non è più un mistero. Approvata il 10 aprile dalla Giunta, poche ore fa è stata trasmessa al Consiglio regionale. «Dentro ci sono altri 120 milioni in difesa del lavoro e delle imprese – ha detto il governatore Christian Solinas – A questo punto, mi permetto anche di tirare le somme. Da quando è scattata l’emergenza, la Sardegna ha messo sul tappeto mezzo miliardo per fronteggiare il coronavirus, sostenere le famiglie in difficoltà e far ripartire l’economia». Il dettaglio degli interventi da metà marzo in poi è stato messo in fila poco dopo: dai 20 milioni per le micro e piccole imprese del turismo ai 120 milioni destinati al bonus famiglie, comprese le Partite Iva. Poi vanno sommati i 200 milioni frutto dell’accordo innovativo con la Banca europea per gli investimenti e che dal 17 giugno garantiranno prestiti d’ogni tipo. Saranno a tasso zero per tutte le aziende, comprese le non bancabili, e verranno spalmati su 15 anni: è liquidità pura, ha ribadito Solinas. Infine, ci sono gli ultimi 120 milioni, quelli previsti dalla legge quadro, meglio conosciuta come la Salva Sardegna. In più ci sono i soldi dirottati nelle casse della Protezione civile regionale e della sanità allo scoccare della fase 1, la peggiore, e quelli che da oggi in poi serviranno per rimettere a regime gli ospedali, l’assistenza territoriale, azzerare le liste d’attesa e assumere medici e infermieri. «Finora nessuna Regione – ha sottolineato Solinas – è riuscita a far meglio di noi. Non lo dico io, ma il Sole 24ore». Nel presentare l’ultimo disegno di legge, il governatore ha aggiunto: «Siamo pronti ad ascoltare e discutere le proposte che arriveranno dalle opposizioni. Com’è accaduto in passato, e questo lo devo riconoscere alla minoranza, grazie al contributo costruttivo di tutti la nostra bozza può essere ancora migliorata e resa più incisiva». Anche se dall’altro fronte, dopo aver denunciato il mancato via libera a cinque ordini del giorno costruttivi, gli hanno fatto notare: «L’importante è che la burocrazia non si metta di traverso, com’è già accaduto, o questa montagna di soldi servirà a poco». La prossima settimana il disegno di legge sarà discusso dalla commissione bilancio ed entro giugno dall’Aula. (ua)

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