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Centrosinistra e M5s: la legge è incompleta. La giunta: non è il testo finale

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CAGLIARI. Il centrodestra vorrebbe approvare la legge Salva Sardegna entro giugno. Ma le opposizioni chiederanno più tempo. Nel primo confronto, in commissione, su questo pacchetto che da solo sfiora i 160 milioni, le posizioni si sono delineate. La maggioranza ha fatto capire di avere fretta e infatti ha concentrato in pochi giorni la convocazione delle parti sociali per discutere il testo approvato dalla Giunta. Il centrosinistra e i Cinque stelle, invece, hanno detto: «Così com’è questa legge è incompleta e soprattutto non si capisce quando e come i soldi arriveranno alle imprese e ai lavoratori». L’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, ha ammesso: «Non è il testo finale. Saranno necessarie ancora alcune correzioni per evitare sovrapposizioni con gli interventi del Governo». È proprio grazie a questi possibili aggiustamenti in corsa che l’assessora al lavoro, Alessandra Zedda, spera di ottenere più soldi per il fondo Resisto. Stando alla bozza, per ora sarebbero una sessantina i milioni a disposizione delle aziende che non licenzieranno i dipendenti. «È uno strumento innovativo che c’è stato copiato dal Governo nel decreto Rilancio – ha detto l’assessora – perché se da un lato mette al sicuro i posti di lavoro, dall’altro garantisce alle aziende quella liquidità di cui oggi hanno bisogno. Quindi più soldi avremo, più potrà essere ampia la platea dei beneficiari». Però i sindacati e la Confindustria hanno sollevato sin da subito più di un dubbio sull’efficacia immediata della legge. Nell’aula delle commissioni, le parti sociali chiamate in causa si sono presentate con un bel po’ di suggerimenti «Prenderemo in considerazione tutti i dossier», hanno confermato i presidenti Alfonso Marras (Riformatori) e Piero Maieli (Psd’Az). Dal canto loro le opposizioni – dal Pd ai Progressisti, dal Movimento Cinque stelle a Leu– hanno sollevato invece queste perplessità: «Senza contributi a fondo perduto, in questa legge non sono previsti, il rischio è che le imprese finiscano per indebitarsi ancora di più, inseguendo questo o quel prestito garantito dalla Regione». All’inizio della settimana prossima il confronto sulla legge sarà di sicuro ancora più serrato, o altrimenti l’annuncio di volerla approvare entro giugno non potrà essere mantenuto. Infine l’assessore al bilancio ha annunciato che i 27 milioni risparmiati grazie alla rinegoziazione dei mutui serviranno ad aumentare la quota della Regione nel fondo di garanzia sostenuto anche dalla Banca europea per gli investimenti e dalla Sfirs.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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