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Incontro con Nieddu per gli operatori del 118

Incontro con Nieddu per gli operatori del 118

Dopo la protesta oggi le associazioni a colloquio con l’assessore e l’Areus: «Servizio da riorganizzare»

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CAGLIARI. Martedì la protesta: 300 in piazza da tutta la Sardegna e 90 ambulanze in corteo con le sirene spiegate. Chi lavora per il 118 s’è sentito spesso abbandonato durante la pandemia, ma anche adesso che il Covid-19 non sarebbe più un incubo. Il problema è una convenzione in scadenza e l’organizzazione dell’emergenza-urgenza che cambia fra le diverse centrali operative. La manifestazione è servita a dare una scossa. Oggi una delegazione di associazioni, cooperative sociali, della Federazione delle Misericordie, di Anpas, Avis e Croce Rossa incontreranno l’assessore della sanità, Mario Nieddu, e i vertici dell’Areus. Nella riunione saranno gettate le basi per correggere e aggiornare una convenzione, finora rinnovata a suon di proroghe, ma che da tempo ha dimostrato tutti i suoi limiti.

Anzi, secondo le associazioni, la situazione è peggiorata nei mesi dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus. «È mancata una cabina di regia e addirittura anche i dispositivi di protezione individuale – dicono i portavoce della protesta – Troppo spesso ci siamo dovuti arrangiare per mettere una pezza a protocolli di sicurezza diversi fra loro e in contraddizione». È l’ora di cambiare pagina, con una «convenzione che sia finalmente in linea con la legge del terzo settore» sostengono gli operatori del 118 – per «arrivare a una riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza e anche dell’assistenza delle persone, servizi essenziali che non possono essere lasciati all’improvvisazione o al caso». Dalla riunione di oggi le associazioni sperano che cominci quel confronto che finora invece non c’è stato.

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