IntendiMe vola: Vertis-Venture ci crede e investe 2,3 milioni

CAGLIARI. Dalla vittoria del «Premio dei premi» per l’innovazione, nel 2016, alla partnership finanziaria stretta con i fondi Vertis-Venture per un investimento intorno ai 2,3 milioni. È il cammino...

CAGLIARI. Dalla vittoria del «Premio dei premi» per l’innovazione, nel 2016, alla partnership finanziaria stretta con i fondi Vertis-Venture per un investimento intorno ai 2,3 milioni. È il cammino esaltante della startup cagliaritana «IntendiMe», che ha come obiettivo rendere più facile la vita ai non udenti. Nata in una delle edizioni del «Contamination Lab», organizzato dall’università di Cagliari, la società ha fatto passo da giganti in poco meno di 4 anni. A far breccia fra gli investitori è stato il software che insieme a due hardware trasforma lo squillo del telefono, o altri apparecchi come il citofono, in vibrazioni scaricate sul bracciale al polso della persona non udente, che si rende così conto della chiamata. L’idea di «IntendiMe» restituisce piena autonomia ai non udenti anche se sono soli in casa o sul posto di lavoro. In questi anni l’innovazione tecnologica ha attirato le attenzioni di diversi investitori e alla fine Vertis-Venture è stato il primo fondo a credere nel brevetto. «Questo investimento – fanno sapere dalla startup – ci permetterà di accelerare l’ingresso sul mercato del nostro KitMe, è il nome che abbiamo dato al software, per farlo diventare entro l’anno un prodotto acquistabile». Di sicuro questa discesa in campo sarà un’altra grande soddisfazione imprenditoriale ma anche sociale per chi da sempre ha creduto nel progetto sin dall’inizio: Alessandra Farris, figlia di genitori non udenti, Giorgia Ambu, Antonio Pinese, Leonardo Buffetti, ingegnere elettronico sordo fin dalla nascita, e poi Filippo Lorenzi, Flavio Venturi e Francesco Quartuccio.

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