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Sanità, i Riformatori: imitiamo Emilia e Veneto
CAGLIARI. Televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, intelligenza artificiale: non sono più fantascienza. «Appartengono al futuro della medicina», è stato detto più volte nel forum organizzato dai...
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CAGLIARI. Televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, intelligenza artificiale: non sono più fantascienza. «Appartengono al futuro della medicina», è stato detto più volte nel forum organizzato dai Riformatori all’interno dalla Scuola di formazione politica. Sono stati gli assessori regionali alla sanità dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini e quello del Veneto, Manuela Lanzarin, a confermare che, come dimostrato durante l’emergenza Covid, «raggiungere il paziente direttamente sul territorio, anche attraverso la telemedicina, ha evitato il collasso degli ospedali senza interrompere diagnosi e cure». Nelle due regioni – è stata la testimonianza – è diventata sempre più un’indispensabile braccio operativo». Proprio per ribadire che la Sardegna non può rimanere indietro, i Riformatori, con l’ex deputato Pierpaolo Vargiu, hanno presentato la loro proposta di legge regionale. «La dispersione della popolazione, l’alto numero di piccoli comuni e gli scarsi collegamenti – ha detto – sono proprio le criticità che potremmo risolvere grazie alla telemedicina. L’assistenza sanitaria e la prevenzione devono arrivare casa del paziente. In Sardegna è necessario finanziare, oggi più che mai, la sanità digitale».
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