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«Voli per la Sardegna cancellati, intervenga l’Enac»

«Voli per la Sardegna cancellati, intervenga l’Enac»

La protesta del presidente di Confindustria: «Tutelare viaggiatori e aziende»

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SASSARI. L’Ente nazionale per l’aviazione civile deve intervenire per cercare di mettere un argine a una situazione, tra le tante, che sta penalizzando il turismo e l’economia sarda: quello dei voli cancellati senza motivazione da diverse compagnie aeree nazionali ed estere. «Un comportamento poco rispettoso nei confronti degli operatori del settore turistico», scrive in una lettera di protesta il presidente di Confindustria centro nord Sardegna, Giuseppe Ruggiu.

«Chiediamo - continua Ruggiu nella lettera alla responsabile per l’isola dell’Enac, Daniela Candido - che sia garantita la massima vigilanza, severità e rapidità nelle conseguenti decisioni a tutela dei viaggiatori e delle aziende».

Confindustria ha raccolto le lamentele di molti associati che continuano a segnalare il comportamento di numerose compagnie aeree, nazionali ed estere. Gli operatori si vedono annulare le prenotazioni a causa di cancellazioni senza motivo di voli diretti verso gli aeroporti isolani.

«Una situazione che sta mettendo in seria difficoltà chi, con tanti sacrifici, tenta di ripartire e salvare la stagione. Chiediamo che venga garantita la massima vigilanza, severità e rapidità nelle conseguenti decisioni a tutela dei viaggiatori e delle aziende ricettive danneggiate dai comportamenti delle compagnie aeree».

Il ripetersi delle cancellazioni di voli e la conseguente necessità di molti turisti di rinunciare alle proprie vacanze sta aggravando una situazione già molto seria per l’economia sarda e in particolare per il settore del turismo: «Le nostre aziende - prosegue Ruggiu - stanno facendo uno sforzo sovrumano per salvare la stagione. Ma la situazione non può essere aggravata da comportamenti che, come abbiamo già avuto modo di evidenziare, non rispettano le regole e le disposizioni di normative comunitarie, mettendo in crisi ulteriore le strutture ricettive che vedono saltare qualsiasi possibilità di programmare le proprie politiche gestionali e assuntive».

C’è il sospetto che le compagnie aeree «approfittino del momento per fare cassa a discapito dei turisti e degli operatori».

Ruggiu conclude dicendosi certo che «la situazione attuale, per essere superata, richiede uno sforzo comune di tutti gli attori e non forzature o prevaricazioni di alcuni a discapito di altri».

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