Collegio di Sassari Pd e M5s al lavoro per un nome unitario
di Alessandro Pirina
I giallorossi hanno bisogno di rafforzarsi al Senato Ma i renziani: no a candidature dall’alto o andiamo da soli
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SASSARI. La maggioranza di Conte ha gli occhi puntati sul collegio di Sassari. Il nuovo senatore sarà determinante per la tenuta del governo. Oggi sono solo 7 in più i voti per la maggioranza, basterebbero 4 senatori per mandare a casa il premier. Ecco perché il Pd e il Movimento 5 stelle stanno lavorando a una candidatura unitaria. Sulla falsariga di quanto è successo per le regionali della Liguria e di quanto vorrebbero replicare anche in Puglia e nelle Marche. Ma sul collegio di Sassari - che comprende anche la Gallura e 14 comuni del Nuorese - l’approccio tra i due principali partiti della maggioranza giallorossa è ancora alle prime battute. L’intenzione di presentarsi insieme c’è ma ancora devono essere stabiliti i criteri per scegliere il nome. Nel 2018 nel collegio fu eletta Vittoria Bogo Deledda, del M5s, che batté in un colpo solo centrodestra (con Antonio Moro) e centrosinistra (con Gianfranco Ganau). Sono passati poco più di due anni, ma nel frattempo - tra il Conte I e il Conte II - lo scenario politico si è capovolto. Ed ecco perché un’alleanza Pd-M5s non dovrebbe avere difficoltà ad andare in porto. Con i grillini disposti anche a fare spazio a un esterno per sostituire la senatrice scomparsa il 17 marzo. Anche perché un senatore sassarese, Ettore Licheri, loro lo hanno già. Ma sulla scelta del nome sarà battaglia. Per ora il Pd non ha fatto alcun nome. Ne circolano diversi, quasi tutti della Gallura, visto che non ha rappresentanti in Parlamento (il Pd sassarese ha il deputato Gavino Manca): dall’ex senatore Gian Piero Scanu al sottosegretario Giulio Calvisi, dall’ex assessore regionale Carlo Careddu al presidente dell’Anci, Emiliano Deiana. Solo voci però. Per ora l’unica candidatura ufficiale è quella dell’ex rettore Attilio Mastino, che ha dalla sua Italia in Comune e Italia viva. Con i renziani pronti alla rottura in caso di un nome poco gradito. «Il Pd sardo attende un candidato calato dall’alto, possibilmente con la benedizione dei 5 stelle – attacca il senatore Giuseppe Luigi Cucca –. Se si arrivasse all’aut aut prendere o lasciare, Italia Viva non si sottoporrà al ricatto della vittoria della destra, ma, come ha finora fatto, sceglierà un candidato che davvero rappresenti un centrosinistra moderno e riformatore. E la vittoria della destra dovrà essere messa in conto ad altri».
Il centrodestra, invece, sta a guardare, consapevole che di fronte a un accordo Pd-M5s sarebbe quasi impossibile trovare un nome vincente. Circola sempre il nome di Antonello Peru, re delle preferenze alle regionali, passato da Forza Italia al partito di Toti, Cambiamo, ma quel seggio - come ha ribadito alla Nuova il coordinatore Eugenio Zoffili - spetta alla Lega in tandem con il Psd’Az. E dunque è da lì che bisogna ripartire, ma in casa sardista non c’è più quella armonia che si respirava all’indomani della vittoria di Solinas alle regionali. Ci sono malumori e spaccature a Sassari, Nuoro, Porto Torres. E sabato a Torregrande c’è il Consiglio nazionale. Chissà che la candidatura alle suppletive non possa essere il terreno su cui iniziare a costruire la pace. E a scendere in pista potrebbero essere il presidente del partito Antonio Moro, già candidato al Senato nel 2018, o l’ex assessore regionale Sergio Milia, ex Udc, oggi vicino ai sardisti.
Il centrodestra, invece, sta a guardare, consapevole che di fronte a un accordo Pd-M5s sarebbe quasi impossibile trovare un nome vincente. Circola sempre il nome di Antonello Peru, re delle preferenze alle regionali, passato da Forza Italia al partito di Toti, Cambiamo, ma quel seggio - come ha ribadito alla Nuova il coordinatore Eugenio Zoffili - spetta alla Lega in tandem con il Psd’Az. E dunque è da lì che bisogna ripartire, ma in casa sardista non c’è più quella armonia che si respirava all’indomani della vittoria di Solinas alle regionali. Ci sono malumori e spaccature a Sassari, Nuoro, Porto Torres. E sabato a Torregrande c’è il Consiglio nazionale. Chissà che la candidatura alle suppletive non possa essere il terreno su cui iniziare a costruire la pace. E a scendere in pista potrebbero essere il presidente del partito Antonio Moro, già candidato al Senato nel 2018, o l’ex assessore regionale Sergio Milia, ex Udc, oggi vicino ai sardisti.
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