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Peste suina, Coldiretti: basta embargo

Peste suina, Coldiretti: basta embargo

Il presidente nazionale Prandini al governo: «La malattia in Sardegna è vinta»

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SASSARI. La Coldiretti spinge per la fine dell’embargo cui è sottoposta la Sardegna a causa della peste suina africana e lo fa a livello nazionale: ieri, durante l’assemblea nazionale dell’organizzazione è stato il presidente Ettore Prandini a perorare la causa isolana alla presenza dei ministri dell’agricoltura Bellanova, dello sviluppo economico Patuanelli e della salute Speranza: «La Psa – ha detto – è superata e i tempi sono maturi per avere il via libera alle esportazioni». I vertici regionali plaudono alla presa di posizione di Prandini, ma l’okay compete agli ispettori Ue: «La Sardegna da 40 anni combatte con l’infezione e da circa 10 non può esportare oltre i confini dell’Isola – dice Coldiretti Sardegna – da allora ha perso il 50% del patrimonio suinicolo. E come se non bastasse è anche uno dei settori agricoli che maggiormente soffre le conseguenze del Covid col crollo delle vendite del maialetto, il 70% del quale è destinato ai turisti (sempre entro i confini)».

«I tempi sono maturi per ottenere il via libera alle esportazioni» commenta il presidente Battista Cualbu, presente all’incontro di Roma, ricordando che «da oltre un anno non si registrano casi di peste suina, frutto di un lavoro e di una programmazione seria portati avanti dall’unità di progetto di Alberto Laddomada e Alessandro De Martini».

E in effetti, secondo gli ultimi dati forniti dall’Istituto zooprofilattico, l’ultima virus positività (focolaio) in suini domestici risale al 12 settembre 2018 in un’azienda a Mamoiada; l’ultima in maiali bradi al 22 gennaio 2019 su suini abbattuti a Desulo; l’ultima su cinghiali in due carcasse rinvenute a Foresta Fiorentini, Bultei, l’8 aprile 2019». «Il via libera dunque – dice Cualbu – ce lo siamo meritati sul campo e lo dobbiamo a quelle aziende che con grandissime difficoltà e rischi ma con tanta consapevolezza e duro lavoro hanno resistito, tenendo in piedi il comparto e rappresentando un esempio non solo per la Sardegna ma anche fuori». E per far ripartire uno dei settori più rappresentativi dell’agroalimentare sardo «siamo pronti a costruire il futuro al fianco delle istituzioni».

È di ieri la notizia della storica firma del decreto interministeriale cosiddetto “Salva salumi” proprio durante l’assemblea Coldiretti, che tutela l’indicazione di provenienza d’ora in poi obbligatoria sulla etichetta delle carni suine trasformate «che finalmente smaschera l’inganno della carne tedesca o olandese spacciata per italiana». «Un passo avanti importante che non può che rafforzare i nostri prodotti – afferma il direttore Luca Saba – In questi anni oltre il danno della Psa hanno dovuto subire una concorrenza sleale e ingannevole». (a.palm.)



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