Trinità, tra Antonia e Cicchinu un amore lungo 75 anni

Una storia d’altri tempi fatta di poche foto e di tanti ricordi di una vita insieme

TRINITÀ. È stato amore a prima vista quello tra Francesco Angelo Prunas e Antonia Fara. Una scintilla che dura da 77 anni e che non si è mai spenta. Il 29 luglio, i due coniugi (90 anni lei, quasi 105 lui) hanno festeggiato le nozze di platino: 75 anni di vita matrimoniale dalla quale sono nati 5 figli, 11 nipoti e 10 pronipoti.

Era il 1943, Antonia aveva 13 anni ed è rimasta abbagliata dal ventottenne che a Trinità aveva visto per la prima volta a casa di una parente. Da allora è diventato il suo "Cicchinu". E lo è ancora. La loro vita è trascorsa sempre in coppia, non hanno mai immaginato un giorno l'uno senza l'altra. Entrambi, ora, hanno qualche problema di memoria. Ma quando parlano della loro vita insieme, non esitano a rievocare i ricordi. Lui parla piano. «Lei - dice un figlio - ha meno memoria di babbo ma, se arriva qualcuno a casa si sblocca, ricorda e inizia a raccontare».



Zia Antonia parla tanto di se stessa. Ma non sa spiegare quale sia il segreto della lunga unione con Cicchinu: per lei è normale. «Il segreto? Esclusivamente l'amore e la gioia per vedere crescere i figli - dice -. E la pazienza e la semplicità di capirsi». Francesco Angelo Prunas annuisce: anche per lui amore, pazienza e figli sono stati il collante di un'unione lunga ben 77 anni. Lui ricorda che il giorno del suo matrimonio, il 29 luglio 1945, nella chiesa vecchia di Trinità d'Agultu, c'erano soltanto loro, il prete, i testimoni e i genitori. E poi? «Tutti a casa - spiega -, non c'è stata nessuna festa. Quelle sono arrivate dopo, negli anni, con i figli grandi e per gli anniversari di nozze».

Un'unione quella di Cicchinu e Antonia basata sui ricordi. Sono poche infatti le foto degli inizi della loro storia. Lui ne ha qualcuna da solo quando, orgoglioso, è stato ritratto in Spagna dove conobbe Francisco Franco. Le foto insieme alla moglie, invece, sono arrivate ma a colori.



Come le foto, la loro vita si è colorata con i figli, i tanti nipoti e pronipoti. Lui, ogni tanto, con una nipote parla in spagnolo. Se lo ricorda ancora. Zio Francesco ha sempre raccontato di aver conosciuto Franco e anche Mussolini.

Lui è un uomo del 1915. Il 29 dicembre, infatti, spegnerà 105 candeline. È nato a Vignola (allora comune di Tempio). Lei, invece, è nata e vissuta a Trinità (allora Comune di Aggius). Ai suoi figli e alla moglie, ziu Cicchinu ha sempre raccontato della guerra: «La guerra? Brutta cosa. Meglio stare nella nostra terra». Le sue uscite dall’isola, infatti, sono state sempre per rispondere alla Patria. A Verona, il 20 aprile 1937 con la cavalleria (5° reggimento Novara-Verona); poi, dismesse le divise, a Firenze in borghese. E dopo una settimana imbarcato a La Spezia come assistente veterinario. Il 23 dicembre dello stesso anno, la partenza da volontario per la guerra di Spagna, dove rimase fino al luglio del 1939.

Francesco Angelo Prunas è uno dei pochissimi, se non l’unico reduce della guerra di Spagna combattuta dall'Italia a fianco di Francisco Franco. Trasferitosi a Siviglia. ha partecipato all’operazione militare a Miranda-Ebro. Nel primo anno, però, è stato infermiere e preso parte ad azioni di guerra in Catalogna. Nello stesso anno, ha conosciuto la figlia del generale Franco. A Roma, ha incontrato per due volte Benito Mussolini e ha ricevuto quattro medaglie.

Dopo la campagna di Spagna, è rientrato a Napoli (luglio 1939) e poi a Vignola. È stato richiamato il 20 gennaio 1941 a Cagliari, poi a Domusnovas nella cavalleria e Carbonia per vigilare a prigionieri slavi. Nell’ottobre 1943 è rientrato finalmente a casa. Da lì la sua nuova vita con Antonia (che si è sempre occupata della famiglia) che dura da 77 anni.

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