Impugnata l’ordinanza Solinas: «Arroganti»

Controlli all’ingresso nell’isola: scontro più duro tra Governo e Regione Ma anche i gestori di porti e aeroporti criticano la scelta del governatore

SASSARI. L’accorato appello dell’infettivologo Stefano Vella (uno degli esperti che compongono il Comitato scientifico che supporta la Regione dall’inizio della pandemia) è caduto nel vuoto: il Governo non crede che l’ordinanza numero 43 del presidente Solinas sia “la migliore soluzione” e così ha deciso di impugnarla. L’Avvocatura dello Stato ha depositato al Tar della Sardegna l’atto che punta all’annullamento dell’ordinanza emessa venerdì e entrata in vigore lunedì, che prevede test obbligatori per i passeggeri in entrata che non si siano presentati all'imbarco con una certificazione di negatività al Covid-19.

L’articolo 16. Al centro della contestazione ci sarebbe il mancato rispetto dell’articolo 16 della Costituzione sulla libera circolazione delle persone.

L'istruttoria sull'ordinanza era stata aperta subito dopo la pubblicazione dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che in questi giorni ha lavorato sugli aspetti giuridici della contrapposizione con la Regione Sardegna insieme al ministro della Salute, Roberto Speranza, e all'Avvocatura dello Stato.

Decisione attesa. La decisione era quindi nell’aria, quasi scontata dopo che già nel periodo più caldo della pandemia ogni ipotesi di controllo sanitario obbligatorio per chi doveva entrare in Sardegna veniva respinta dal Governo. Ora spetterà al Tar decidere, magari dapprima pronunciandosi su un’eventuale richiesta di sospensiva.

La risposta. Non si è fatta attendere la risposta del presidente Solinas: «Ogni atto del presidente della Regione finalizzato a contrastare la diffusione del virus nel corso di questa emergenza sanitaria in Sardegna è stato adottato nell’esclusivo intento di garantire la piena tutela della salute pubblica, dei sardi e dei turisti». Solinas ricorda che la Regione «ha lottato per affermare, nel rispetto della legalità e della legittimità, il diritto a salvaguardare l’isola, preservando il risultato raggiunto di azzeramento della circolazione virale». Una linea che, secondo Solinas ha trovato l’opposizione del Governo con «ostacoli e dinieghi ingiustificati».

Secondo il presidente della Regione «la scelta del ricorso conferma un atteggiamento arrogante e propagandistico che mira a soverchiare l’autonomia speciale e contrastare sul piano ideologico e non sostanziale l’azione di governo di una Regione evidentemente non allineata».

Il confronto. Solinas ritorna a citare le situazioni che si sono verificate in altri territori nazionali: «Misure decisamente più discriminatorie nei confronti dei sardi sono state adottate da Lazio, Campania e Puglia senza che il Governo dicesse niente o facesse ricorso». Davanti al Tar ci sarà battaglia legale: «Difenderemo in tutte le sedi le nostre ragioni - conclude il presidente -, perchè dinanzi al tribunale della nostra coscienza non si possa dire d’aver lasciato nulla d’intentato per contenere la nuova diffusione del virus e tutelare la salute del Popolo Sardo. Altri, è evidente, dovranno certamente assumersi tutte le responsabilità del caso».

Vertice di maggioranza. La replica del presidente Solinas è arrivata al termine di una giornata convulsa. Dal pomeriggio inoltrato Christian Solinas ha partecipato a un vertice di maggioranza per discutere di candidature per le amministrative. Un incontro delicatissimo (nel centrodestra sono ancora tanti i nodi da sciogliere) che ha portato per un po’ il presidente lontano dai problemi legati al Covid. Tra l’altro il consiglio dei ministri ha impugnato anche l’ordinanza della Regione Piemonte che obbliga le scuole del territorio a verificare la temperatura degli studenti.

Porti e aeroporti. In mattinata, invece, c’è stato un vertice con la Regione al quale hanno partecipato i rappresentanti dell’autorità portale della Sardegna, l’autorità marittima e delle società di gestione degli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero. Sui contenuti dell’incontro i partecipanti osservano un riserbo pressoché assoluto. Ma emergono alcune indiscrezioni: sarebbe emersa una posizione molto critica verso il contenuto dell’ordinanza numero 43. Una posizione dettata dalla impossibilità, per chi ha il compito di far funzionare gli scali portuali e aeroportuali, di mettere in pratica l’ordinanza.

Nel corso di un incontro definito “operativo” con la Regione si è discusso dei problemi pratici innescati dal provvedimento della Regione. I gestori di porti e aeroporti avrebbero definito l’ordinanza troppo generica, e, in fin dei conti, inapplicabile per impossibilità materiale di effettuare i controlli. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un nuovo incontro, sempre che nel frattempo i giudici non archivino l’ordinanza accogliendo l’istanza del Governo.

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