Lo stupore dei vicini: non lo abbiamo mai visto

Parlano le famiglie che risiedono vicino al casolare in cui si rifugiava il latitante romano di origini sinti

SASSARI. «Quando l’elicottero ha iniziato a girare sopra le nostre teste, tutta la zona si è riempita di macchine della polizia e una cinquantina di agenti ha iniziato a perlustrare le campagne qui intorno abbiamo capito che era successo qualcosa di grave, ma non avremmo mai pensato che Johnny lo zingaro potesse nascondersi qui».

A meno di cinquecento metri dall’abitazione in cui l’ergastolano di 60 anni si è nascosto per 10 giorni dopo il mancato rientro nel carcere di Bancali, due residenti della zona commentano la notizia che martedì mattina ha fatto rimbalzare in tutta Italia il nome di questa borgata fatta di case sparse in cui si intersecano i confini tra Sassari e Sorso.

Passare inosservati lungo la strada vicinale “Zinziodda-Li Buttangari”, un dedalo di viottoli e stradine di campagna, dove i cartelli stradali invitano a procedere a 10 chilometri orari e il segnale del telefonino è quasi a zero, è praticamente impossibile. «Qui ci conosciamo tutti – racconta un uomo di mezza età che vive qui da quando è nato – e se avessimo avuto il sospetto che ci fosse qualcosa di strano avremmo avvisato le forze dell’ordine. Johnny lo zingaro non lo abbiamo mai visto – aggiunge l’uomo che preferisce non rivelare la sua identità – ma io sono convinto che non si sia mai mosso dal posto in cui lo ha trovato la polizia».

Nel casolare di proprietà di Lorenzo Panei, il 51enne originario di Avezzano arrestato con l’accusa di favoreggiamento, Giuseppe Mastini dovrebbe essere arrivato la mattina di sabato 5 settembre, poco dopo aver firmato il registro in questura. Un viaggio di meno di quindi minuti in auto, nascosto molto probabilmente da chi poi gli ha offerto un rifugio apparentemente introvabile.

«Questa è una zona assolutamente tranquilla – racconta una donna che viene qui tutti i giorni per trovare l’anziana madre – ma martedì mattina sembrava di essere in guerra. L’elicottero era fermo sulle nostre teste e tutti quei poliziotti che correvano da una parte all’altra ci hanno fatto spaventare. Cosa avrei fatto se avessi visto Johnny girare qui per le campagne? Guardi non credo che lo avrei riconosciuto – spiega la donna – e non perché si è fatto biondo, ma perché non avevo proprio presente il suo viso. Comunque ora che lo hanno preso sono molto più tranquilla anche per mia madre». (l.f.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes