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Piani realistici e riforme per l’Ue

Piani realistici e riforme per l’Ue

Chiesta una svolta verde e digitale ai Paesi che utilizzeranno i fondi europei

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[LUOGO]BRUXELLES

[TESTO]Entro cinque anni i Paesi Ue dovranno essere più moderni, più efficienti, più verdi e digitali, ed hanno solo tre mesi per decidere come farlo. Non è un compito facile, per questo la Commissione europea ha pubblicato le linee guida per usare al meglio il Recovery fund, spiegando ai governi come orientarsi nel mare di progetti e riforme che dovranno mettere in piedi in brevissimo tempo. Non solo l'elenco deve essere credibile e rispondere a tutte le richieste Ue, ma il calendario deve essere realistico perché, avverte il commissario Paolo Gentiloni, se non si rispetta la tabella di marcia i fondi saranno interrotti. Per l'Italia, che dal Recovery avrà 65,45 miliardi a fondo perduto, è quindi arrivato il momento di mettere in cantiere le riforme che Bruxelles le ha raccomandato nel 2019 e 2020. C'è spazio per il taglio delle tasse, ma solo per il cuneo fiscale indica la Ue nelle linee guida, un intervento che comunque deve essere neutrale sul bilancio. Ma i fondi non mancheranno, e possono essere utilizzati per interventi virtuosi come la spending review, migliorare l'amministrazione fiscale, combattere l'evasione. All'Italia Bruxelles aveva anche chiesto di migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e il funzionamento della pubblica amministrazione, rafforzare il sistema sanitario e l'apprendimento a distanza, puntare su trasporto pubblico sostenibile, gestione dei rifiuti e delle risorse idriche e su un'infrastruttura digitale rafforzata per garantire la fornitura di servizi essenziali. Banda larga, fibra e reti 5G sono le aree in cui Bruxelles chiede a tutti di investire. I governi dovranno presentare i piani di rilancio al massimo entro il 30 aprile 2021, utilizzando il modello unico preparato dalla Commissione per dare omogeneità ai documenti. Se le riforme da indicare sono chiare a tutti, perché erano contenute nelle raccomandazioni degli ultimi due anni, tutto da specificare è invece il calendario. Le riforme dovranno essere realizzate entro 4 anni, i progetti in 7, e il governo dovrà fissare degli obiettivi intermedi misurabili: le tranche di fondi si sbloccheranno ad ogni target raggiunto. «L'invito che faccio ai Paesi, soprattutto a quelli che hanno fatto più fatica in questi anni ad assorbire le risorse europee, è di essere prudenti e realisti nell'indicare i tempi e gli obiettivi da raggiungere, perché se sono irrealistici alla fine la Commissione Ue avrà difficoltà nelle erogazioni biennali di queste risorse», ha detto Gentiloni. Quanto ai progetti, Bruxelles ha indicato le grandi aree in cui investire per creare «capitale umano, fisso e naturale». Quindi via libera alla realizzazione di infrastrutture, palazzi, ma anche asset non tangibili come ricerca e sviluppo, brevetti o software. Investire nel capitale umano significa spendere in sanità, protezione sociale, istruzione, formazione, mentre quello naturale va rafforzato aumentando l'efficienza delle risorse rinnovabili, la protezione ambientale che comprende riduzione delle emissioni, gestione delle acque.

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