Distanze e niente abbracci: ecco le regole
Negli istituti ingressi scaglionati, ricreazione e mensa in aula. L’obiettivo: spegnere i piccoli focolai ma niente lockdown
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SASSARI. Una iniziativa lodevole «perché avvicina i ragazzi alla lettura, li spinge ad affrontare discussioni sui temi della vita quotidiana» e fa incontrare il mondo della scuola a quello del lavoro: questo è il senso del progetto La Nuova@scuola, fare in modo che i ragazzi al termine del percorso scolastico abbiano gli strumenti base – grazie ai contatti con aziende e partner del progetto – per districarsi nel mondo del lavoro che li aspetta e per scegliere all’Università il corso di studi che sia vicino alle loro passioni e risponda alle richieste che arrivano dal mercato. Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani plaude all’iniziativa portata avanti dalla Nuova Sardegna: «Ottima, da sostenere con convinzione. Speriamo di poterlo fare in questo anno particolare segnato dai limiti imposti dall’emergenza sanitaria, in cui le presenze esterne negli istituti scolastici saranno limitatissime per arginare i rischi di contagio». E se la Nuova@scuola troverà il modo e i canali giusti – come già sperimentato con successo durante il lockdown e gli incontri in videoconferenza – anche il mondo scolastico nel suo complesso quest’anno dovrà abituarsi a convivere con una realtà radicalmente cambiata. Una rivoluzione Covid che investe tutti, dai piccoli scolari della Materna ai ragazzi più grandi delle Superiori. Tutti chiamati, in misura proporzionale all’età e alle competenze, al rispetto delle regole di base: distanza interpersonale di un metro, utilizzo della mascherina soprattutto quando non è possibile mantenere la distanza, igienizzazione frequente delle mani. E poi, niente strette di mano, baci e abbracci. Il virus azzera il contatto fisico e limita fortemente la socialità: un problema in particolare per i più piccoli abituati a interagire moltissimo tra loro e con gli insegnanti e a condividere i giochi. Per ora non sarà possibile. In aula si sta distanziati, con banchi singoli o doppi a uso singolo. Si entra con la mascherina, da tenere all’interno solo se non è possibile mantenere le distanze. La mascherina va comunque indossata se ci si allontana dal proprio banco per andare al bagno o in qualsiasi spazio esterno e poi di nuovo all’uscita. A proposito di entrate e uscite, le scuole hanno differenziato gli orari così da evitare pericolosi assembramenti. Soprattutto negli istituti con tanti iscritti, le classi entrano ed escono a intervalli di 10-15 minuti: per esempio alle 8.30 le prime, alle 8.45 le seconde. Il quarto d’ora perso all’ingresso verrà recuperato all’uscita che sarà posticipata di 15 minuti rispetto al calendario tradizionale. Nelle scuole primarie cambia l’organizzazione della mensa: dove è possibile vengono organizzati turni nello spazio apposito, più di frequente si fa in aula, per evitare contatti tra bambini di diverse classi. Analoga situazione alle Superiori di primo grado (ex Medie) e secondo grado (ex Superiori): la ricreazione si fa in aula. I movimenti sono limitati e questo creerà difficoltà per l’attività fisica soprattutto nelle scuole prive di palestra. Gli ingressi esterni sono vietati: niente prof per lezioni specifiche, niente attività extra orario (per esempio la Uisp), stop a progetti d’istituto e viaggi d’istruzione. Per quanto riguarda i controlli sanitari, pochi istituti misurano la temperatura all’ingresso: le famiglie sono invitate a farlo a casa. Se lo studente presenta sintomi sospetti viene isolato e la famiglia viene contattata. Scatta la procedura che stabilirà se è necessario fare o no il tampone. In caso di esito positivo, i test saranno estesi anche ai contatti dello studente. In alcuni istituti è già accaduto: lezioni sospese e via temporaneamente – soprattutto alle Superiori – alla didattica a distanza. L’obiettivo è questo: individuare e spegnere subito i piccoli focolai ma evitare una serrata generale. Questa si, sarebbe una sconfitta. (si. sa.)
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