IL RETROSCENA
Conte accelera, Dpcm già domani
L’obiettivo principale del premier è evitare la chiusura generale
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[FIRMA&LUOGO]di Michele Esposito
<MC>ROMA
[TESTO]Le oltre tre ore di riunione a Palazzo Chigi, nell'ennesimo giorno di aumento dei contagi, danno l'idea della complessità della strategia del governo per mettere in campo nuove restrizioni senza arrivare al lockdown. Il premier Giuseppe Conte, dopo il rinvio della riunione di venerdì, convoca per le 16 i capi delegazione della maggioranza e il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. E sul tavolo c'è soprattutto un nodo, quello della «movida», settore sul quale il governo ha intenzione di intervenire al più presto tanto che fonti dell'esecutivo ipotizzano l'anticipo del nuovo Dpcm da mercoledì a domani sera. Il criterio della proporzionalità resta la stella polare che il capo del governo, anche nella seconda ondata, vuole seguire. E, a dispetto della primavera scorsa, quando il Covid travolse la popolazione italiana, Conte vuole fare perno anche sulla responsabilità dei cittadini. Ma il trend dei contagi degli ultimi giorni mostra che la responsabilità non basta. Anche perché il ministro della Salute Roberto Speranza porta a Palazzo Chigi dei dati che mostrano con chiarezza come sia la «convivialità» la radice più preoccupante dei nuovi contagi. Feste, eventi, cerimonie, locali: saranno queste le prime «vittime» della seconda ondata. Nelle prossime ore i ministri «competenti» sulle varie misure faranno il punto con i tecnici dei dicasteri per concretizzare le idee emerse nel pomeriggio. Non si tratterà solo di provvedimenti anti-movida. La rimodulazione dello smart working è un altra misura destinata a entrare nel nuovo Dpcm. L'obiettivo del governo è, infatti, ridurre la circolazione delle persone senza vessare eccessivamente le attività commerciali. E una strategia che poggia su un equilibrio molto labile e che non è detto che basti. Ma sul lockdown il governo, anche in questi giorni di costante aumento dei contagi, è netto: l'Italia non può permetterselo.
<MC>ROMA
[TESTO]Le oltre tre ore di riunione a Palazzo Chigi, nell'ennesimo giorno di aumento dei contagi, danno l'idea della complessità della strategia del governo per mettere in campo nuove restrizioni senza arrivare al lockdown. Il premier Giuseppe Conte, dopo il rinvio della riunione di venerdì, convoca per le 16 i capi delegazione della maggioranza e il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. E sul tavolo c'è soprattutto un nodo, quello della «movida», settore sul quale il governo ha intenzione di intervenire al più presto tanto che fonti dell'esecutivo ipotizzano l'anticipo del nuovo Dpcm da mercoledì a domani sera. Il criterio della proporzionalità resta la stella polare che il capo del governo, anche nella seconda ondata, vuole seguire. E, a dispetto della primavera scorsa, quando il Covid travolse la popolazione italiana, Conte vuole fare perno anche sulla responsabilità dei cittadini. Ma il trend dei contagi degli ultimi giorni mostra che la responsabilità non basta. Anche perché il ministro della Salute Roberto Speranza porta a Palazzo Chigi dei dati che mostrano con chiarezza come sia la «convivialità» la radice più preoccupante dei nuovi contagi. Feste, eventi, cerimonie, locali: saranno queste le prime «vittime» della seconda ondata. Nelle prossime ore i ministri «competenti» sulle varie misure faranno il punto con i tecnici dei dicasteri per concretizzare le idee emerse nel pomeriggio. Non si tratterà solo di provvedimenti anti-movida. La rimodulazione dello smart working è un altra misura destinata a entrare nel nuovo Dpcm. L'obiettivo del governo è, infatti, ridurre la circolazione delle persone senza vessare eccessivamente le attività commerciali. E una strategia che poggia su un equilibrio molto labile e che non è detto che basti. Ma sul lockdown il governo, anche in questi giorni di costante aumento dei contagi, è netto: l'Italia non può permetterselo.
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