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[EMPTYTAG]L’infermiera ferma per la burocrazia

«Sono un eroe sulla carta, e della carta sono prigioniera: non ho la certificazione che mi consente di tornare a lavoro ad aiutare i miei colleghi, mentre i calciatori possono fare tamponi, avere i...

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«Sono un eroe sulla carta, e della carta sono prigioniera: non ho la certificazione che mi consente di tornare a lavoro ad aiutare i miei colleghi, mentre i calciatori possono fare tamponi, avere i risultati in poche ore, e tornare liberi solo perché devono giocare in campionato». Maria (nome di fantasia), è un'infermiera 42enne dell'ospedale Cardarelli di Napoli, che lo scorso 9 settembre ha scoperto di essere positiva al Covid19, e da allora è chiusa in casa, insieme al marito ed ai quattro figli, il più grande 15 anni e l'ultimo solo 4, prima a causa dell'isolamento e poi per la quarantena. La donna dice di non sapere se l'ultimo decreto ministeriale le consente di tornare a lavoro liberamente, o se deve attendere un certificato ufficiale.

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