Contagi verso quota 200 Aprono nuovi reparti Covid

Altra giornata nera: 186 casi, una vittima: una donna di 73 anni di Ussaramanna Sempre più ricoverati. L’assessore Nieddu: «Il sistema modulare funziona»

SASSARI. La situazione peggiora. E ormai non è solo una questione di aumento del numero di tamponi. 186 casi in un giorno rappresentano un dato che doppia il peggiore record della prima fase della pandemia. È pur vero che di questi 186 casi 104 arrivano da tracciamento su persone senza sintomi che sono venute a contatto con positivi. Ce ne sono però anche 82 su cui c’era un sospetto diagnostico, confermato poi dall’esame. E già questo dato sarebbe molto grave. In più si deve aggiungere un altro morto, una donna di 73 anni di Ussaramanna, e il continuo aumento della pressione sugli ospedali: altri 8 ricoveri in reparti normali (180 in totale) e altri due in reparti di terapia intensiva. I malati in più gravi condizioni sono risaliti a 28 e ci si sta avvicinando pericolosamente ai giorni peggiori della crisi sanitaria. Il numero complessivo dei contagiati, dall’inizio della pandemia, è salito a 5.603.

Il virus preme sempre più e il sistema sanitario regionale comincia a soffrire. L’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, lancia però segnali di fiducia: «Ho dato mandato di installare un ospedale da campo al San Francesco di Nuoro e di riattivare i reparti Covid al Policlinico Sassarese e Mater Olbia, mentre il Santissima Trinità a Cagliari può riattivare altri 20 posti Covid, come anche il San Pietro a Sassari - ha detto l'assessore a margine della presentazione di una campagna sull’uso degli antibiotici -. Non ho mai detto che non ci sono posti letto a sufficienza. I posti letto ci sono: abbiamo 255 posti di cui 43 posti liberi, ma abbiamo un sistema modulare che attiva i posti a seconda della necessità. Certo, la pressione dell'ondata di contagi in questo momento è molto alta e abbiamo necessità di aprire posti letto in tempi più rapidi ed è quello che stiamo facendo».

C’è però un problema di carenza di medici: «Sì, è un problema - ha ammesso l’assessore - i posto letto ci sono ma mancano a volte le figure professionali necessarie».

L’impennata i casi ha complicato il quadro generale nell’isola: nell’ultima tabella della Fondazione Gimbe nell'isola la situazione è peggiore rispetto alla media nazionale. Ad esempio nel numero di casi attualmente positivi per 100.000 abitanti: sono 177 contro il dato nazionale di 144. Nell'ultima settimana si registra un incremento di positivi del 20,9%, quasi il doppio della media italiana del 10,7%. Altro dato negativo è quello dei casi testati per 100mila abitanti: 710 contro gli 838 a livello generale. Il rapporto tra positivi e casi testati è del 7,9% contro il 7% della media nazionale. Un rapporto che peggiorerà ulteriormente con i numeri di ieri.

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 2.382 tamponi. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 2.364 (+93) pazienti guariti, più altri 46 guariti clinicamente. Dei nuovi casi 30 sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 71 nel Sud Sardegna, 17 a Oristano, 33 a Nuoro e 35 a Sassari.

Da Dorgali arriva la protesta della sindaca Maria Itria Fancello che ha segnalato una decina di casi in paese, diverse persone in attesa di esito del tampone ma soprattutto il fatto di non avere ricevuto «alcuna comunicazione dal parte dell’Ats. Ho sollecitato più volte l’invio dei dati dei positivi senza ottenere nulla». Un fatto che la sindaca reputa «gravissimo». «Questi nostri concittadini ci hanno avvisato di loro spontanea voltontà», ha concluso.

Intanto a Arzachena il convitto dell’istituto per i servizi di accoglienza e ristorazione, per motivi precauzionali avvierà da questa mattina la didattica a distanza. I convittori dovranno tornare nelle proprie abitazioni.



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