Classifica delle città green: l’isola è fuori dalla top ten
di Claudio Zoccheddu
Oristano è il capoluogo sardo più verde ma è 28esimo. Sassari in coda: 67esima Nuoro produce pochi rifiuti, Cagliari bene per l’offerta di trasporto pubblico
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wSASSARI. Aria buona, un discreto rapporto con l’energia da fonti rinnovabili e una buona percentuale di raccolta differenziata. Sono questi i parametri “green” che sorridono all’isola. Pochi, forse troppo pochi. Infatti, non ci sono capoluoghi di provincia sardi tra le prime 20 città virtuose dal punto di vista ambientale. Perlomeno è così secondo il 27esimo rapporto di “Ecosistema urbano” stilato da Legambiente e Ambiente Italia e diffuso dal Sole 24 Ore. E se l’anno scorso Oristano aveva guadagnato il nono posto su 104 dopo la valutazione dei 18 parametri scelti per completare l’indagine, adesso la città è 28esima. Hanno fatto peggio gli altri tre capoluoghi (l’indagine comprende le quattro province storiche dell’isola) con Cagliari 32esima che però rispetto al 2019 guadagna 13 posizioni, Nuoro 41esima che invece perde sei posizioni rispetto all’anno precedente e infine Sassari, 67esima, che però migliora di 3 posizioni.
L’indagine. Si parte da cinque macro aree di indagine che definiscono il rapporto dei centri abitati con la qualità dell’aria, quella dell’acqua, la gestione dei rifiuti, la mobilità e l’ambiente. I cinque insiemi sono definiti dai risultati raggiunti sui 18 indicatori che comprendono, ad esempio, la concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria, il rapporto tra il numero della popolazione e la dimensione delle aree pedonali, il numero di alberi ogni 100 abitanti, la percentuale di raccolta differenziata. Il punteggio parte da un ipotetico 100, che rappresenterebbe l’eccellenza in ogni categoria. A livello nazionale domina il nord, con la prima piazza conquistata da Trento (79,980 punti), poi Mantova (74,745) e Pordenone (76,707). L’isola ha ottenuto valutazioni inferiori: Oristano ha ottenuto 60,590 punti, Cagliari 59,772, Nuoro 57,633 e infine Sassari che si è fermata a 49,531.
Le eccellenze. Per quanto la graduatoria generale non abbia premiato l’isola, tra gli indicatori che rivelano il miglior “ecosistema urbano” ci sono comunque diverse eccellenze. Le città sarde sono ottimi luoghi in cui prendere una boccata d’aria: Oristano e Nuoro non hanno mai avuto problemi con la percentuale di ozono nell’aria, sono infatti prima e terza . Bene anche Sassari, nona, e Cagliari, 18esima. Bassissima anche la concentrazione di biossido di azoto e di particolato (Pm10), con i capoluoghi sardi che si confermano nei quartieri alti della qualità dell’aria. Oristano è la quarta città italiana nel rapporto tra l’energia solare e la produzione di kilowatt per abitante. Cagliari spicca nell’offerta per il trasporto pubblico, è quinta, e nel numero di passeggeri rapportato a quello degli abitanti, dove invece è nona. Nuoro è la terza città italiana che produce meno rifiuti urbani pro capite ed è la nona per numero di incidenti stradali con morti o feriti, 3,439 ogni mille abitanti. Sassari sorride solo sulla qualità dell’aria, nona per quanto riguarda la minor percentuale di ozono e 12esima per la minor concentrazione di biossido di azoto.
I punti deboli. Sono tantissime le performance insufficienti dei quattro capoluoghi. Sassari è tra le ultime città “pedonali” d’Italia ma è anche 85esima nel rapporto tra il numero di alberi e quello degli abitanti e 81esima in quello tra metri quadri di verde e abitanti. Poi c’è il 90esimo posto nell’uso efficiente del suolo, inteso come consumo, ed è tra la città in cui la dispersione idrica è più evidente. Oristano, invece, è la peggiore città d’Italia per i ciclisti, vista la scarsissima disponibilità di piste ciclabili, e per i trasporti urbani. Nuoro è tra le ultime città italiane se si calcola il rapporto tra i kilowatt prodotti da fonti rinnovabili e il numero degli abitanti.
L’indagine. Si parte da cinque macro aree di indagine che definiscono il rapporto dei centri abitati con la qualità dell’aria, quella dell’acqua, la gestione dei rifiuti, la mobilità e l’ambiente. I cinque insiemi sono definiti dai risultati raggiunti sui 18 indicatori che comprendono, ad esempio, la concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria, il rapporto tra il numero della popolazione e la dimensione delle aree pedonali, il numero di alberi ogni 100 abitanti, la percentuale di raccolta differenziata. Il punteggio parte da un ipotetico 100, che rappresenterebbe l’eccellenza in ogni categoria. A livello nazionale domina il nord, con la prima piazza conquistata da Trento (79,980 punti), poi Mantova (74,745) e Pordenone (76,707). L’isola ha ottenuto valutazioni inferiori: Oristano ha ottenuto 60,590 punti, Cagliari 59,772, Nuoro 57,633 e infine Sassari che si è fermata a 49,531.
Le eccellenze. Per quanto la graduatoria generale non abbia premiato l’isola, tra gli indicatori che rivelano il miglior “ecosistema urbano” ci sono comunque diverse eccellenze. Le città sarde sono ottimi luoghi in cui prendere una boccata d’aria: Oristano e Nuoro non hanno mai avuto problemi con la percentuale di ozono nell’aria, sono infatti prima e terza . Bene anche Sassari, nona, e Cagliari, 18esima. Bassissima anche la concentrazione di biossido di azoto e di particolato (Pm10), con i capoluoghi sardi che si confermano nei quartieri alti della qualità dell’aria. Oristano è la quarta città italiana nel rapporto tra l’energia solare e la produzione di kilowatt per abitante. Cagliari spicca nell’offerta per il trasporto pubblico, è quinta, e nel numero di passeggeri rapportato a quello degli abitanti, dove invece è nona. Nuoro è la terza città italiana che produce meno rifiuti urbani pro capite ed è la nona per numero di incidenti stradali con morti o feriti, 3,439 ogni mille abitanti. Sassari sorride solo sulla qualità dell’aria, nona per quanto riguarda la minor percentuale di ozono e 12esima per la minor concentrazione di biossido di azoto.
I punti deboli. Sono tantissime le performance insufficienti dei quattro capoluoghi. Sassari è tra le ultime città “pedonali” d’Italia ma è anche 85esima nel rapporto tra il numero di alberi e quello degli abitanti e 81esima in quello tra metri quadri di verde e abitanti. Poi c’è il 90esimo posto nell’uso efficiente del suolo, inteso come consumo, ed è tra la città in cui la dispersione idrica è più evidente. Oristano, invece, è la peggiore città d’Italia per i ciclisti, vista la scarsissima disponibilità di piste ciclabili, e per i trasporti urbani. Nuoro è tra le ultime città italiane se si calcola il rapporto tra i kilowatt prodotti da fonti rinnovabili e il numero degli abitanti.
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