[EMPTYTAG]Tornano a salire i contagi e le vittime
[EMPTYTAG]Nuova impennata (37.978 casi, 636 morti), sale il rapporto tra positivi e tamponi. La Lombardia è la regione più colpita
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[FIRMA&LUOGO]di Enrica Battifoglia
<MC>ROMA
[TESTO]I numeri dell'epidemia di Covid-19 sono più alti rispetto a quelli di mercoledì, con i 37.978 i nuovi contagi in 24 ore resi noti dal ministero della Salute e 636 decessi; torna a salire al 16,1% (contro il 14,6% del giorno precedente) anche il rapporto fra casi positivi e tamponi, ma complessivamente la curva dell'epidemia continua a mostrare segni di rallentamento, confermando la tendenza dei giorni scorsi. Confermano il ritmo di crescita registrato negli ultimi tempi anche gli 89 ricoveri in più nelle unità di terapia intensiva, mentre i ricoverati con sintomi si sono ridotti a 429, circa la metà rispetto al giorno precedente. Ancora alto il numero dei decessi, 636, il 30% dei quali in Lombardia. È ancora la Lombardia a registrare il maggiore incremento nel numero dei contagi (9.291 in più in 24 ore e un rapporto casi positivi-tamponi ancora molto elevato, del 21,6%), seguita con distacco da Piemonte (4.787 casi e un rapporto casi positivi-tamponi del 19,2%), Campania (4.065 e 17,0%) e Veneto (3.564 e 20,7%). Ci sono comunque segnali positivi, secondo gli esperti che stanno analizzando i dati fin dall'inizio della pandemia. Per il fisico Giorgio Sestili, fondatore e fra i curatori della pagina Facebook «Coronavirus-Dati e analisi scientifiche», «si conferma il rallentamento della crescita registrato nella settimana scorsa» e «possiamo dire che si cominciano a osservate gli effetti del Dpcm di fine ottobre». Fra qualche giorno, ha aggiunto Sestili, «potremmo cominciare a vedere gli effetti del Dpcm del 4 novembre e dei provvedimenti successivamente adottati nelle Regioni». Questo significa che, «considerando che dalle Regioni sono stati adottati provvedimenti differenziati, sarà importante monitorare la situazione a livello regionale: è probabile che le regioni che hanno adottato misure più dure possano avere miglioramenti più vistosi». Buone notizie anche per quanto riguarda i ricoverati con sintomi e nelle unità di terapia intensiva: «in entrambi i casi si è fuori da una crescita esponenziale».
<MC>ROMA
[TESTO]I numeri dell'epidemia di Covid-19 sono più alti rispetto a quelli di mercoledì, con i 37.978 i nuovi contagi in 24 ore resi noti dal ministero della Salute e 636 decessi; torna a salire al 16,1% (contro il 14,6% del giorno precedente) anche il rapporto fra casi positivi e tamponi, ma complessivamente la curva dell'epidemia continua a mostrare segni di rallentamento, confermando la tendenza dei giorni scorsi. Confermano il ritmo di crescita registrato negli ultimi tempi anche gli 89 ricoveri in più nelle unità di terapia intensiva, mentre i ricoverati con sintomi si sono ridotti a 429, circa la metà rispetto al giorno precedente. Ancora alto il numero dei decessi, 636, il 30% dei quali in Lombardia. È ancora la Lombardia a registrare il maggiore incremento nel numero dei contagi (9.291 in più in 24 ore e un rapporto casi positivi-tamponi ancora molto elevato, del 21,6%), seguita con distacco da Piemonte (4.787 casi e un rapporto casi positivi-tamponi del 19,2%), Campania (4.065 e 17,0%) e Veneto (3.564 e 20,7%). Ci sono comunque segnali positivi, secondo gli esperti che stanno analizzando i dati fin dall'inizio della pandemia. Per il fisico Giorgio Sestili, fondatore e fra i curatori della pagina Facebook «Coronavirus-Dati e analisi scientifiche», «si conferma il rallentamento della crescita registrato nella settimana scorsa» e «possiamo dire che si cominciano a osservate gli effetti del Dpcm di fine ottobre». Fra qualche giorno, ha aggiunto Sestili, «potremmo cominciare a vedere gli effetti del Dpcm del 4 novembre e dei provvedimenti successivamente adottati nelle Regioni». Questo significa che, «considerando che dalle Regioni sono stati adottati provvedimenti differenziati, sarà importante monitorare la situazione a livello regionale: è probabile che le regioni che hanno adottato misure più dure possano avere miglioramenti più vistosi». Buone notizie anche per quanto riguarda i ricoverati con sintomi e nelle unità di terapia intensiva: «in entrambi i casi si è fuori da una crescita esponenziale».
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