Utilizzato l’11 per cento delle risorse disponibili

Anche nell’isola la burocrazia frena gli interventi di prevenzione del rischio idrogeologico

SASSARI. Il presidente Solinas, il giorno dopo la tragedia di Bitti, parlando dei ritardi nella messa in sicurezza dei territori dal rischio idrogeologico, ha puntato il dito sulla burocrazia, il “mostro” che tutto avvinghia e che sarebbe responsabile di molte nefandezze. L’analisi delle cifre sembra confermare la linea del presidente (anche se bisognerebbe aggiungere che a volte è la Regione a rallentare decisioni urgenti, come nel caso di Olbia).

L’ultimo rapporto della Corte dei Conti sul coordinamento della finanza pubblica, nella parte in cui affronta il problema degli “interventi di emergenza per il dissesto”, offre un quadro desolante: «I progetti del piano emergenza dissesto sono oggetto di uno specifico monitoraggio dell’ambito del sistema Bdap-Mop, dal quale risulta un numero di interventi finanziati pari a 3.169, con un finanziamento complessivo di poco superiore a un miliardo di cui hanno beneficiato 1.326 enti».

A che punto sono quei progetti? Qui vengono le note dolenti: «Solo per poco più del 9 per cento degli interventi la contrattualizzazione è avvenuta nei termini prescritti». Potrebbero esserci stati ritardi nella comunicazione, ipotizza la Corte, ma comunque risulta che sia stato dato avvio solo «al 49 per cento delle opere programmate».

Un anno fa la stessa Corte dei Conti aveva lanciato l’allarme. La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato aveva infatti denunciato lo «scarso utilizzo delle risorse stanziate per il Fondo progettazione contro il dissesto idrogeologico e l’inefficacia delle misure sinora adottate, di natura prevalentemente emergenziale e non strutturale».

Le risorse effettivamente erogate alle Regioni, per il biennio 2017-2018 «rappresentano solo il 19,9% del totale complessivo (100 mln di euro) in dotazione al Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico».

La Sardegna non si discosta dalla situazione nazionale: negli ultimi dieci anni sono stati destinati all’isola (attraverso vari programmi) quasi 420 milioni per interventi contro il dissesto idrogeologico. Ne sarebbero stati utilizzati meno di 50, ovvero una percentuale di poco superiore all’11 per cento. Il caso di Olbia è emblematico: da anni si litiga su quale piano di sicurezza adottare, col risultato che tutto rimane negli uffici e la città è ancora esposta al pericolo.

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