Caccia sì, caccia no l'8 dicembre? Via libera della Regione, ma il ministero diffida

Braccio di ferro istitutuzionale e doppiette in dubbio. L'assessore Lampis: "Noi abbiamo competenza primaria". Il ministero dell'ambiente: "Il giorno dell'Immacolata è per legge di silenzio venatorio"

CAGLIARI. Caccia sì, caccia no nel giorno dell'Immacolata? L'assessore regionale all'ambiente Gianni Lampis ha dato nella mattinata di oggi 7 dicembre via libera alle doppiette sarde, ma in serata è arrivata la diffida del ministero dell'ambiente: l'8 dicembre caccia chiusa.

In mattinata, dunque, arriva dalla Regione la comunicazione ufficiale: la caccia l'8 dicembre si svolgerà regolarmente in Sardegna. Precisazione dell'assessore regionale della Difesa dell'ambiente, Gianni Lampis. «È opportuno ricordare che la Regione Sardegna ha competenza primaria in materia di caccia, perciò - spiegava Lampis - essendo pervenuti numerosi quesiti e richieste di chiarimenti sulla giornata festiva di martedì 8, è bene precisare che l'attività venatoria si svolgerà regolarmente, anche con riferimento al cinghiale, seppure, per mero errore materiale, il Calendario venatorio regionale non riportava la giornata dell'8 dicembre».

«L'attività si svolgerà nel pieno rispetto della legge regionale, con le limitazioni previste dalla Costituzione e dallo Statuto, oltre a quelle derivanti dalle norme comunitarie», concludeva l'assessore.

In serata la replica da Roma. Il ministero dell'Ambiente ha diffidato la Regione Sardegna ad autorizzare la caccia nella giornata dell'8 dicembre. In una lettera indirizzata all'assessore regionale all'Ambiente, il direttore generale del Ministero, Carlo Zaghi, scrive: «Si è appreso, a mezzo stampa, che codesto Assessorato ha autorizzato la caccia nel giorno 8 dicembre 2020, nonostante si tratti di una giornata di "silenzio venatorio" ai sensi della legge 11 febbraio 1992, n. 157».

Secondo la legge, scrive il Ministero, «nei giorni di martedì e venerdì l'esercizio dell'attività venatoria è in ogni caso sospeso, in quanto trattasi di giornate di silenzio venatorio». Di conseguenza, conclude il Ministero dell'Ambiente, «si diffida codesta Regione dall'autorizzare qualsiasi attività che risulti in contrasto con le chiare disposizioni nazionali in materia venatoria, richiamando sin d'ora le precise responsabilità per il danno al patrimonio indisponibile dello Stato».

La decisione di Lampis aveva sollevato le proteste delle associazione in difesa degli animali, la Enpa e la Lipu che recentemente avevano già scritto al ministero chiedendo la sospensione in toto della caccia causa Covid, non solo nelle regioni classificate "rosse" ma in tutte.

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