Un aiuto a imprese e autonomi
Dal 30 dicembre il bando per i 67 milioni del Fondo Resisto: chi arriva prima prende i soldi
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CAGLIARI. Mercoledì 30 dicembre scatterà la corsa online per i 67 milioni del Fondo Resisto. È proprio questa la scialuppa di salvataggio, scelta dalla Regione, per non far affondare un’economia stremata dallo shock coronavirus. Potranno salire a bordo micro, piccole, medie e grandi imprese, più le Partite Iva. Tutte potranno partecipare al bando a sportello, con cui sarà possibile abbattere il costo del lavoro, evitare tagli drastici del personale e soprattutto riavere soldi freschi in cassa per uscire dalla lunga crisi. La domanda online dovrà essere presentata sul sito www.sardegnalavoro.it a partire dal 30 dicembre e fino al 31 gennaio. Entro marzo, burocrazia permettendo, dovrebbero essere accreditati i contributi, con una sola clausola prevista dal bando: la classifica sarà stilata in base alla data di presentazione della domanda. Ma all’orizzonte si intravvede già un Fondo Resisto 2, stavolta destinato a chi rimarrà escluso della prima fase.
Lo shock. A causa del Covid, il Prodotto interno lordo della Sardegna è crollato di quasi 10 punti e le assunzioni sono precipitate fino a meno 71mila nel confronto 2019-2020. Ancora: le imprese hanno dimezzato, o peggio azzerato, il fatturato. L’85 per cento delle Partite Iva ha visto svanire in pochi mesi oltre 11mila euro pro capite. Un disastro.
Resistere. Il nome con cui è stato battezzato questo Fondo è di per sé la sintesi perfetta di quale vuole essere l’obiettivo. «Siamo la prima Regione ad aver messo in campo uno strumento che taglia il costo del lavoro», ha detto il governatore Christian Solinas, per poi aggiungere: «Sono tutte sovvenzioni a fondo perduto». Per l’assessora al lavoro, Alessandra Zedda, «non solo sosterremo le aziende, ma metteremo al sicuro anche i posti di lavoro grazie a protezione finanziaria». Protezione oggi indispensabile – ha sottolineato il commissario dell’Agenzia del lavoro, Aldo Cadau – perché «l’economia è finita in una morsa micidiale».
La dotazione. La Regione ha messo a disposizione poco più di 40 milioni. Gli altri 27 sono stati stralciati dai contributi europei, assegnati a suo tempo alla Sardegna, e poi rimodulati dopo che Bruxelles ha autorizzato il cambio del capitolo di spesa. «Il Fondo Resisto – ha ribadito l’assessora – avrà un impatto positivo importante sulla crisi. Ora spetta a noi far sì che i contributi arrivino il più in fretta possibile alle imprese. Vogliamo che il 2021 sia l’anno della ripresa».
Pmi. La prima linea di Resisto potrà contare su 37 milioni. Sarà messa disposizione delle micro imprese, sono quelle sotto i 10 dipendenti e massimo 2 milioni di fatturato, delle piccole, hanno intorno alle 50 buste paga e 10 milioni dichiarati, e medie, fino a 250 lavoratori e 43 milioni dichiarati. Per quanto riguarda la tipologia: sono ben 170 i codici Ateco ammessi: dal commercio ai trasporti, dall’agriturismo alle discoteche, dai birrifici all’artigianato.
Per accedere al contributo, le aziende dovranno dimostrare che la pandemia ha provocato un contraccolpo negativo di almeno il 30 per cento sui loro bilanci. Ma dovranno anche dichiarare di non aver licenziato, nonostante la crisi, il 50 per cento dei dipendenti. Al netto dei finanziamenti ottenuti per la cassa integrazione, le micro imprese riceveranno un contributo pari al 30 per cento del costo del lavoro del 2019, dal 20 al 15 le piccole e medie. Fino a un massimo di 500mila euro per azienda.
Grandi imprese. La dotazione del Fondo, in questo caso, sarà intorno ai 4 milioni. La filiera del turismo avrà una corsia preferenziale, ma sono comunque 25 i codici Ateco ammessi. Riceveranno fino al 60 per cento del costo del lavoro, tetto massimo un milione. L’unica condizione è che per 12 mesi non dovranno licenziare nessuno dei dipendenti assunti entro l’11 marzo 2020.
Partite Iva. Il Fondo prevede un budget di 22,5 milioni e tre di questi saranno riservati alle imprese al femminile. Riceveranno, si legge nel bando, un contributo pari al 30 per cento dell’imponibile dichiarato nel 2019 fino a massimo 4.500 euro. (ua)
Lo shock. A causa del Covid, il Prodotto interno lordo della Sardegna è crollato di quasi 10 punti e le assunzioni sono precipitate fino a meno 71mila nel confronto 2019-2020. Ancora: le imprese hanno dimezzato, o peggio azzerato, il fatturato. L’85 per cento delle Partite Iva ha visto svanire in pochi mesi oltre 11mila euro pro capite. Un disastro.
Resistere. Il nome con cui è stato battezzato questo Fondo è di per sé la sintesi perfetta di quale vuole essere l’obiettivo. «Siamo la prima Regione ad aver messo in campo uno strumento che taglia il costo del lavoro», ha detto il governatore Christian Solinas, per poi aggiungere: «Sono tutte sovvenzioni a fondo perduto». Per l’assessora al lavoro, Alessandra Zedda, «non solo sosterremo le aziende, ma metteremo al sicuro anche i posti di lavoro grazie a protezione finanziaria». Protezione oggi indispensabile – ha sottolineato il commissario dell’Agenzia del lavoro, Aldo Cadau – perché «l’economia è finita in una morsa micidiale».
La dotazione. La Regione ha messo a disposizione poco più di 40 milioni. Gli altri 27 sono stati stralciati dai contributi europei, assegnati a suo tempo alla Sardegna, e poi rimodulati dopo che Bruxelles ha autorizzato il cambio del capitolo di spesa. «Il Fondo Resisto – ha ribadito l’assessora – avrà un impatto positivo importante sulla crisi. Ora spetta a noi far sì che i contributi arrivino il più in fretta possibile alle imprese. Vogliamo che il 2021 sia l’anno della ripresa».
Pmi. La prima linea di Resisto potrà contare su 37 milioni. Sarà messa disposizione delle micro imprese, sono quelle sotto i 10 dipendenti e massimo 2 milioni di fatturato, delle piccole, hanno intorno alle 50 buste paga e 10 milioni dichiarati, e medie, fino a 250 lavoratori e 43 milioni dichiarati. Per quanto riguarda la tipologia: sono ben 170 i codici Ateco ammessi: dal commercio ai trasporti, dall’agriturismo alle discoteche, dai birrifici all’artigianato.
Per accedere al contributo, le aziende dovranno dimostrare che la pandemia ha provocato un contraccolpo negativo di almeno il 30 per cento sui loro bilanci. Ma dovranno anche dichiarare di non aver licenziato, nonostante la crisi, il 50 per cento dei dipendenti. Al netto dei finanziamenti ottenuti per la cassa integrazione, le micro imprese riceveranno un contributo pari al 30 per cento del costo del lavoro del 2019, dal 20 al 15 le piccole e medie. Fino a un massimo di 500mila euro per azienda.
Grandi imprese. La dotazione del Fondo, in questo caso, sarà intorno ai 4 milioni. La filiera del turismo avrà una corsia preferenziale, ma sono comunque 25 i codici Ateco ammessi. Riceveranno fino al 60 per cento del costo del lavoro, tetto massimo un milione. L’unica condizione è che per 12 mesi non dovranno licenziare nessuno dei dipendenti assunti entro l’11 marzo 2020.
Partite Iva. Il Fondo prevede un budget di 22,5 milioni e tre di questi saranno riservati alle imprese al femminile. Riceveranno, si legge nel bando, un contributo pari al 30 per cento dell’imponibile dichiarato nel 2019 fino a massimo 4.500 euro. (ua)
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