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“Promossa” la Regione il debito è stato dimezzato

“Promossa” la Regione il debito è stato dimezzato

Più luci che ombre nel bilancio 2019. Ma la sanità divora il 40% della spesa Solinas: «Il ritorno alle 8 Asl darà al sistema l’efficienza richiesta dai cittadini»

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CAGLIARI. A chi va assegnato il merito di aver dimezzato il debito della Regione da uno a mezzo miliardo nel 2019? Alla giunta Pigliaru, uscita di scena a febbraio dopo cinque anni, oppure a quella guidata da Christian Solinas, subentrato a marzo dopo la vittoria elettorale? Nel mettere il sigillo sul bilancio dell’anno scorso, le Sezioni riunite della Corte dei conti non hanno fatto differenze – e mai avrebbero potuto – fra centrosinistra e centrodestra. L’importante è che quel risultato sia stato raggiunto, hanno sentenziato la presidente Angela Silveri e le altre sei magistrate, più la procuratrice della Repubblica Susanna Loi, che facevano parte del collegio. «È un dato molto significativo», hanno sottolineato nel dichiarare regolare l’ultimo bilancio della Regione, quello appunto del 2019, l’anno della transizione a Villa Devoto.

I conti. Presenti all’udienza, sono stati il presidente Solinas e gli assessori Giuseppe Fasolino, bilancio, e Mario Nieddu, Sanità, a incassare i complimenti. Ma come poi sottolineato dai vertici della contabilità regionale «è in atto da tempo una profonda pulizia dei bilanci e andrà avanti fino a quando l’indebitamento non sarà pari a zero». Quando accadrà? Forse nel 2021, ma non è detto, perché l’anno in corso purtroppo passerà alla storia come quello stravolto dalla pandemia e quindi i prossimi conti potrebbero essere molto più complicati proprio a causa dell’emergenza sanitaria in corso. «Siamo qui – ha commentato a caldo Solinas – per confermare il nostro massimo impegno. È stato e sarà ancora quello indirizzato a realizzare una politica finanziaria sempre più orientata allo sviluppo e al benessere delle future generazioni». Con la procuratrice Loi che poco prima aveva sottolineato: «L’obiettivo della Regione non può che essere ancora quello di puntare a una stabilità economica sul medio e lungo periodo, con il controllo continuo delle spese».

Chiaro e scuro. Non tutto, però, luccica nel bilancio 2019. Le ombre ci sono e purtroppo sono le stesse da tempo immemorabile. A cominciare dalla spesa sanitaria, che continua a divorare gran parte delle entrate. Nel 2019 è arrivata a costare quasi il 40 per cento degli oltre 8 miliardi della Finanziaria, con un altro balzo in avanti di quasi mezzo punto rispetto al 2018. Il che vuol dire: la soglia dei 3,2 miliardi è stata superata e ripianare le nuove perdite non sarà facile. Proprio su questo punto Solinas dirà: «Siamo convinti che con la nostra ultima riforma (è quella del passaggio dall’Azienda unica alle otto Asl) abbiamo realizzato una netta separazione fra organizzazione e amministrazione. Alle Aziende territoriali abbiamo lasciato solo il compito di erogare e programmare i servizi sanitari. Il resto, invece, sarà accentrato in un’unica struttura (l’Ares) e questo cambiamento restituirà l’efficienza richiesta dai cittadini all’intero sistema». Un’altra ombra, anche questa storica, è stata rimarcata da Donata Cabras, presidente della Sezione di controllo, e dalla relatrice Elisabetta Usai: l’infinita galassia delle partecipate regionali. Il piano di pulizia, cominciato nel 2017, non ha dato i risultati sperati: «Il peso delle società satellite sui conti è sempre troppo alto e i tempi di chiusura o liquidazione di quelle non più necessarie lunghissimi». Invece, sempre dalla relatrice, è stato «segnalato che i mutui accesi nel 2019 non sono stati utilizzati per coprire debiti, ma finalizzati alla realizzazione di infrastrutture ed è un’inversione di tendenza molto positiva». Anche se poi la spesa non è veloce come dovrebbe essere, accade ad esempio con i fondi europei, ma questa è tutta un’altra storia. (ua)

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