[EMPTYTAG]Biontech: «Servono altri vaccini»
di Luca Mirone
[EMPTYTAG]La casa farmaceutica che ha prodotto il siero con Pfizer lancia l’allarme: «Le fiale non basteranno»
3 MINUTI DI LETTURA
ROMA. La campagna di vaccinazione anti-Covid ha raggiunto finora quasi dieci milioni di persone in tutto il mondo, ma la strada sarà lunga e non priva di ostacoli. La Biontech ha avvertito che da sola non ce la farà a coprire la domanda ed ha chiesto all'Europa di approvare altri farmaci in fretta. La pandemia, del resto, non allenta la presa, tanto che l'Oms ha dato il via libera all'utilizzo del prodotto Pfizer in tutto il mondo per accelerare. Il mese di dicembre ha segnato la svolta nella lotta al coronavirus, con le prime dosi del vaccino prodotto dall'azienda farmaceutica tedesca Biontech, in collaborazione con l'americana Pfizer, inoculate nelle fasce più a rischio in Gran Bretagna, Nord America e Unione europea (ultima a iniziare, il 27). Mentre Russia e Cina stanno facendo da sole con i propri farmaci. Il problema, adesso, è che il peso della distribuzione è quasi tutto sulle spalle della Biontech, l'unica ad aver ricevuto il via libera in Ue, Usa e Canada. «La situazione non è buona», ha avvertito il capo del colosso tedesco Ugur Sahin, rilevando che si è «creato un vuoto perché mancano altri vaccini approvati e dobbiamo colmarlo con il nostro vaccino». Per questo Biontech punta a rendere operativo un nuovo impianto di produzione nella città tedesca di Marburg a febbraio, «molto prima del previsto», che dovrebbe essere in grado di sfornare altre 250 milioni di dosi nella prima metà del 2021. E c'è già un accordo con altre aziende per aumentare ulteriormente la produzione. La situazione è particolarmente complicata in Ue. La Commissione ha prenotato oltre 1 miliardo di dosi da 6 aziende farmaceutiche, ma al momento può contare solo su 300 milioni di fiale della Pfizer. Troppo poche per i 27 stati membri. Berlino ha esortato l'Ema ad approvare rapidamente anche il vaccino sviluppato da Oxford e AstraZeneca, seguendo l'esempio di Londra, ma i tempi restano incerti, perché l'Agenzia europea del farmaco aspetta altri dati. I britannici invece hanno accelerato i tempi con un'autorizzazione «temporanea» ad AstraZeneca, imponendo all'azienda di presentare ogni aggiornamento e riservandosi il diritto di fare marcia indietro. Inoltre è previsto che il richiamo avvenga fino a 3 mesi dalla prima iniezione, per consentire di vaccinare il maggior numero di persone (già un milione ne hanno beneficiato). In questo modo il governo Johnson ha aggiunto un'importante freccia al suo arco, dotandosi di un prodotto più economico e più facile da gestire, che dovrebbe coprire l'intero fabbisogno della popolazione dell'isola. In Germania, dove si registra la percentuale più alta di vaccinazioni (quasi 170mila), i medici si sono lamentati che il personale ospedaliero viene lasciato ad aspettare nonostante faccia parte dei gruppi prioritari. Anche in Francia si procede con il contagocce, tanto che il presidente Macron ha affermato che non accetterà «lentezze ingiustificate». Negli Stati Uniti, che hanno superato i 20 milioni di contagi. Le persone vaccinate sono quasi 3 milioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google