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Tunis: ok Solinas, ora si cambi passo

Tunis: ok Solinas, ora si cambi passo

Il fondatore del movimento: il civismo ci porterà alla doppia cifra

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CAGLIARI. Sardegna 20.Venti non cambierà nome, nonostante abbia raggiunto l’anno di scadenza, almeno stando al simbolo. Fondato nel 2013, oggi il movimento civico di centrodestra annuncia due nuovi obiettivi. Uno numerico, «vorremmo superare la doppia cifra nei prossimi appuntamenti elettorali», l’altro è politico: «È arrivato il momento di aprirci a un orizzonte più ampio all’interno della coalizione ma soprattutto all’esterno». Il consigliere regionale Stefano Tunis, padre naturale del gruppo, ed Emilio Floris, senatore di Fi, dove rimarrà, e mentore del movimento, lo hanno detto in perfetta sintonia: «Le esperienze civiche, che continuano a essere l’unica novità in questo momento storico, d’ora in poi devono poter contare su un contenitore in cui confrontarsi e in cui crescere come classe dirigente». Il centrodestra sardo, si sa, è in fibrillazione, gli spostamenti da una stazione all’altra sono continui. «Noi ci siamo e ci saremo senza cambiare pelle – ha ribadito Tunis – Confermiamo il nostro sostegno a Solinas. Però oggi un cambio di passo è indispensabile». E infatti per Sardegna 20.Venti la giunta «merita un 8 abbondante per come ha affrontato l’emergenza sanitaria e una sufficienza piena per tutto il resto che ha fatto». Ma ora, alla vigilia della fase due, «la nostra coalizione d’ora in poi dovrà pensare in grande». Sin dall’inizio il movimento ha un posto in prima fila nell’esecutivo, con l’assessora all’Industria Anita Pili, anche se nel frattempo ha perso per strada due dei tre consiglieri eletti. La possibilità, sempre più certa, che presto potrebbe esserci un rimpasto è o no il motivo di quest’accelerazione invocata da Sardegna 20.Venti? «Assolutamente no – ha replicato Tunis – Vogliamo essere promotori di nuova visione, più mirata e aggressiva, per ridare speranze e certezze a una Sardegna messa in ginocchio dalla pandemia». Pili l’ha precisato: «Oggi è l’emergenza Covid a imporci di affrontare le nuove sfide in modo differente, tracciando una linea di demarcazione rispetto a quanto fatto finora, senza disconoscere nulla del passato». Con Tunis che ha concluso: «Dal simbolo sparirà il mio nome perché vogliamo andare oltre i personalismi». (ua)

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