C’è il nuovo decreto: weekend “arancione”
di Matteo Guidelli
La zona gialla sarà rafforzata in occasione dei giorni feriali
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ROMA. Finito Natale, arriva la nuova stretta del governo: per un'altra settimana saranno vietati gli spostamenti tra le Regioni, i ristoranti e i bar rimarranno chiusi nel week end così come è stato per tutto le festività, sarà possibile spostarsi una sola volta al giorno in non più di due persone per andare a trovare parenti o amici che vivono nella stessa regione. E da lunedì si abbasseranno le soglie per entrare in zona arancione o rossa, con almeno già sette regioni a rischio. Dopo il lungo confronto con le Regioni nella giornata di domenica, l'inasprimento è arrivato con un nuovo decreto legge approdato in Consiglio dei ministri: l'indice di positività fermo al 13,8%, la pressione sugli ospedali con il nuovo aumento dei ricoveri negli ultimi giorni, l'incidenza ancora ben al di sopra dei 50 casi ogni 100mila abitanti (la soglia che consente di non far saltare il contact tracing) e, soprattutto, la necessità di non arrivare alla terza ondata in piena campagna vaccinale, hanno spinto l'esecutivo ad intervenire nuovamente.
Il decreto prevede dunque il divieto di mobilità tra le regioni fino al 15 gennaio, fatti salvi gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. Si potrà inoltre spostarsi una sola volta al giorno per andare a casa di amici o parenti «nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi, oltre ai minori di 14 anni». Misure che introducono di fatto una zona gialla «rafforzata» e che varranno il 7 e l'8 gennaio. In questi due giorni sarà anche possibile spostarsi all'interno della propria regione e riapriranno bar e ristoranti, con orario fino alle 18. Per il fine settimana del 9 e 10 gennaio, invece, scatterà la zona arancione in tutta Italia: niente pranzo o caffè fuori e spostamenti vietati tra i comuni, ad eccezione dei movimenti «dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia».
La vera novità si introduce però con l'articolo 2 del decreto. In sostanza il governo abbassa le soglie che fanno scattare la zona arancione o rossa: se una regione è in «scenario 2» - dunque con un Rt da 1 a 1,25 - diventa arancione; se è in uno «scenario 3» con Rt da 1,25 a 1,50 va invece in rosso. Il nuovo sistema delle fasce scatterà da lunedì 11.
Il decreto prevede dunque il divieto di mobilità tra le regioni fino al 15 gennaio, fatti salvi gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. Si potrà inoltre spostarsi una sola volta al giorno per andare a casa di amici o parenti «nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi, oltre ai minori di 14 anni». Misure che introducono di fatto una zona gialla «rafforzata» e che varranno il 7 e l'8 gennaio. In questi due giorni sarà anche possibile spostarsi all'interno della propria regione e riapriranno bar e ristoranti, con orario fino alle 18. Per il fine settimana del 9 e 10 gennaio, invece, scatterà la zona arancione in tutta Italia: niente pranzo o caffè fuori e spostamenti vietati tra i comuni, ad eccezione dei movimenti «dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia».
La vera novità si introduce però con l'articolo 2 del decreto. In sostanza il governo abbassa le soglie che fanno scattare la zona arancione o rossa: se una regione è in «scenario 2» - dunque con un Rt da 1 a 1,25 - diventa arancione; se è in uno «scenario 3» con Rt da 1,25 a 1,50 va invece in rosso. Il nuovo sistema delle fasce scatterà da lunedì 11.
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