La Nuova Sardegna

Scuola, caos riaperture: incertezza anche per la Sardegna

di Claudio Zoccheddu
Scuola, caos riaperture: incertezza anche per la Sardegna

Christian Solinas vuole confermare l’ipotesi del 18, gli assessori leghisti indicano febbraio

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SASSARI. Il primo estratto in diretta televisiva nazionale era stato il 7, poi è arrivato l’11. In Sardegna era invece uscito il 18, seguito dall’1. Più che il calendario della riapertura in presenza delle scuole superiori sembra l’inizio della tombolata di fine anno. Chi assiste al balletto dei numeri, poi, non è che trovi molte differenze con l’estrazione dei numeri della tombolata, anche per gli orari. Nella notte tra lunedì e martedì il governo ha spostato le riaperture di 4 giorni: dal 7 gennaio all’11. In Sardegna, come in tante altre regioni, era già stato ipotizzato uno slittamento al 18, poi addirittura allungato sino al primo giorno di febbraio. In ogni caso, la data ufficiale sarà comunicata solo dopo la decisione del presidente della Regione, Christian Solinas, che dovrebbe mettere fine al gigantesco caos che si è creato attorno al mondo della scuola anche in Sardegna. Per il momento le certezze sono poche e, oltre agli indici di riempimento del 50 per cento, riguardano solo gli alunni più giovani: scuole materne, elementari e medie ritorneranno sui banchi domani, al termine delle vacanze natalizie. Come già facevano in precedenza, esclusi gli allievi delle materne, indosseranno le mascherine per tutto l’orario delle lezioni.

Il piano nell’isola. Ieri si è riunito (in videoconferenza) il Comitato operativo regionale, al quale hanno preso parte gli assessori della Sanità Mario Nieddu, dell’Istruzione Andrea Biancareddu, dei Trasporti Giorgio Todde e dell’Ambiente Gianni Lampis, oltre al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani e ai prefetti. Il presidente Solinas non ha partecipato perché impegnato nella Conferenza Stato-Regioni. Dalla riunione tra gli assessori è uscita una proposta abbastanza precisa: «Ancora non c’è stato un calo sensibile della curva dei contagi, quindi il rischio è troppo alto – ha spiegato l'assessore Nieddu –. Il sistema, in particolare i dipartimenti di prevenzione, è già impegnato con la campagna di screening e con quella vaccinale, ma lo sarebbe molto di più in caso di risalita della curva a causa della riapertura delle scuole». Da qui l’idea di spostare le aperture a febbraio. È una proposta che però non sembra aver convinto Solinas che, infatti, sarebbe ancora orientato ad anticipare la data del rientro al 18 gennaio, che resta la data più probabile. In ogni caso, dopo che il Governo che posticipato il rientro in classe all’11 gennaio, Solinas ha tempo per emanare il provvedimento domani o, al più tardi, venerdì 8.

Le reazioni a scuola. Il caos che avvolge il mondo della scuola è forse l’ultima di cui avrebbero bisogno gli studenti che arrivano da mesi di didattica a distanza e da un inseguimento senza fine alle notizie che si rincorrono di ora in ora, dopo un enorme tempo di attesa in cui non si era mossa una foglia, a Roma come a Cagliari: «Questa incertezza non può fare bene ai ragazzi, in gioco c’è il loro futuro – spiega Anna Maria Maullu, presidente regionale dell’associazione dei dirigenti scolastici –. Infatti da quando siamo stati costretti a smentire la circolare che annunciava il rientro per il 7 gennaio, molti studenti e qualche genitore hanno chiamato direttamente alle scuole per cercare di avere qualche informazione in più. Purtroppo, però, anche noi non abbiamo notizie diverse da quelle che leggiamo sulla stampa». Mentre tutte le scuole dell’isola attendono l’ordinanza del presidente della Regione, Anna Maria Maullu fa chiarezza su un aspetto che è finito al centro dell’attenzione nelle ultime ore: «I doppi turni non sono una soluzione accettabile ed è un concetto già chiarito da tempo. Avrebbero potuto funzionare quando i docenti lavoravano in un solo istituto, adesso molti di loro seguono classi in scuole diverse e incastrare gli orari con gli spostamenti è complicatissimo». C’è anche un altro problema: «In alcune scuole ci sono i corsi serali – spiega Anna Maria Maullu –. Con i doppi turni non si potrebbero nemmeno effettuare le sanificazioni necessarie tra una lezione e l’altra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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