La Nuova Sardegna

L’abbraccio dei nonni che nostalgia

di Sara Biondini*

Natale è quel momento dell’anno in cui il mondo si ferma per poter vivere alcuni giorni in compagnia della famiglia e degli amici. Beh quest’anno è stato sicuramente diverso. Se negli anni passati il...

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Natale è quel momento dell’anno in cui il mondo si ferma per poter vivere alcuni giorni in compagnia della famiglia e degli amici. Beh quest’anno è stato sicuramente diverso. Se negli anni passati il problema era come far stare tutti i parenti a tavola, quest’anno è stato come riuscire a fare una videochiamata tutti insieme senza che cadesse la connessione.

Di certo il 2020 è stato un anno molto anomalo, ma tutti noi speravamo che almeno il Natale si potesse vivere senza restrizioni. Invece chi era abituato a viaggiare è rimasto a casa, chi stava insieme ai nonni e agli zii è stato solo con i suoi genitori, chi sperava di poter tornare a casa non ha potuto. Di nuovo siamo stati messi in ginocchio da questo nemico, invisibile ma molto potente.

Io sono abituata a viaggiare per poter andare dai miei nonni, ma purtroppo quest’anno sono dovuta rimanere a casa. E non è stato bello svegliarmi il 25 senza rumori provenienti dalla cucina, o senza il profumo delle polpette di mia nonna, ma quest’anno un po’ tutti abbiamo imparato a sacrificare la nostra felicità per la sicurezza nostra e di chi ci sta intorno, soprattutto delle persone più fragili.

Molti mi hanno chiesto come (in quanto adolescente) stia vivendo questo periodo. Sinceramente non ho avuto molti problemi, ho la tecnologia che mi tiene in contatto con i miei amici. Il mio pensiero è invece rivolto a tutti quegli anziani che magari non sono capaci a fare le videochiamate e hanno dovuto passare il Natale completamente da soli; oppure a tutte quelle persone che in questo momento sono in ospedale, lontane dalla propria famiglia e magari con la preoccupazione di non poterla rivedere tanto presto.

Tante persone quest’anno hanno rinunciato alla tombolata, o non hanno litigato per accaparrarsi l’unico schiaccianoci presente sulla tavola, non hanno fatto brindisi rumorosi allo scoccare della mezzanotte. Grazie a questi piccoli gesti hanno contribuito a fortificare la sicurezza sanitaria del nostro paese.

Sono sicura che se prima il Natale per molti era fatto solo di regali e a volte di domande fastidiose da parte dei parenti – quelli che vedi poco e che ti ritrovi a tavola nelle occasioni di festa. Ora invece molti di noi hanno capito quanto sia importante per noi passare il Natale insieme alle persone che amiamo, molte delle quali quest’anno ci sono mancate.

*Sara studia al Liceo Scienze Umane dell’Istituto Fermi di Alghero

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