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Oggi cinque milioni tornano in aula

Oggi cinque milioni tornano in aula

Superiori: per metà delle Regioni lezioni in presenza da lunedì, rinvio per le altre

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ROMA. Le scuole dell'infanzia, elementari e medie riaprono oggi in presenza in tutta Italia – con pochissime eccezioni – per un totale di 5 milioni di studenti. È quindi il giorno del rientro anche per quegli studenti delle seconde e terze medie che in alcuni territori non hanno frequentato per diverse settimane prima di Natale perché in zone rosse; o in Regioni i cui presidenti avevano emanato ordinanze restrittive rispetto alla normativa nazionale. Oggi sarebbero dovuti tornare a scuola anche i 2,5 milioni di ragazzi delle superiori che da settimane studiano a casa con la Dad, la didattica a distanza. Ma la data del loro rientro è slittata a lunedì 11 gennaio in 9 Regioni – nel fine settimana si aspettano i monitoraggi rispetto agli indici regionali di contagio – mentre nelle restanti il ritorno – al 50% – è spostato o al 18 gennaio (come in Piemonte e in Molise) o al 25 gennaio (come in Campania, dove anche i bambini dei primi due anni delle elementari inizieranno ad andare a scuola lunedì 11), o addirittura al 1° febbraio come in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Calabria, mentre per la Sardegna sarà l’ordinanza di oggi a chiarire se si rientrerà il 18 gennaio o l’1 febbraio.

Anche nelle Regioni in cui tutto è pronto per il rientro a scuola da lunedì 11 dei ragazzi più grandi non mancano le incertezze, soprattutto in vista delle misure che dovranno essere inserite nel prossimo Dpcm che regola le attività dal 16 gennaio. Il malumore dei ragazzi è evidente: per questa mattina sono previsti presìdi e iniziative in tutta Italia organizzati dai comitati e dagli studenti che da settimane chiedono il rientro a scuola e non ci stanno a nuovi rinvii.

«Le scuole vanno riaperte, siamo tutti d'accordo – dice il vicesegretario del Pd Andrea Orlando – Vanno riaperte in sicurezza anche evitando di vanificare i sacrifici fatti. Serve gradualità, penso che andrà sempre un po’ alternata la Dad, per poi via via tornare alla normalità». La pensa diversamente il Movimento delle Sardine: «Spostare l'apertura dal 7 all'11 gennaio, con ulteriori varianti regionali, è un pessimo segnale, un braccio di ferro che sa di presa in giro». L'Associazione nazionale quadri pubblici, che raccoglie i direttori Sga e gli assistenti amministrativi delle scuole, assicura che gli istituti sono pronti ad accogliere il 100% dei ragazzi. «Che il 2021 sia un anno di ripartenza, lavoro, scuola», dice il leader della Lega, Matteo Salvini, annunciando di essere pronto a tornare in piazza. E per il 70% dei docenti che hanno partecipato a una indagine Inapp, su un campione di 800 docenti, è meglio non tornare in classe e proseguire con la didattica a distanza fino al termine della pandemia.

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