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Aeroporti, nessun test per chi arriva in Sardegna

Aeroporti, nessun test per chi arriva in Sardegna

Sospesi da mesi i controlli sanitari sui passeggeri, funziona solo il termometro

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SASSARI. Erano stati parte integrante della polemica sul passaporto sanitario, immaginato, richiesto ma mai divenuto realtà.

I tamponi sui passeggeri dei voli in arrivo in Sardegna sono durati pochissimo, giusto il periodo in cui era obbligatorio testare i viaggiatori in arrivo dalle quattro nazioni (Spagna, Grecia, Malta e Croazia) che, il 12 agosto del 2020, un Dpcm aveva individuato come Stati ad alto rischio per via della diffusione del Sars-Cov-2. Un paio di mesi di lavoro nelle postazioni allestite nei tre aeroporti dell’isola, tamponi sui passeggeri che sbracavano soprattutto dalla Spagna, poi la mesta e silenziosa ritirata. L’unico presidio ancora attivo riguarda la misurazione della temperatura corporea, mai interrotto e tutt’ora in funzione. Il minimo sindacale, insomma. Ci sono però due aspetti fondamentali che possono spiegare il disimpegno: i tamponi, compresi quelli rapidi, non sono obbligatori per i passeggeri in arrivo e il traffico aereo è ridotto all’osso, con pochissimi voli in entrata. Il rischio di un contagio in arrivo dall’estero è comunque reale, anche perché le “varianti” del virus iniziano ad essere diverse: oltre a quella inglese e a quella sudafricana, isolate qualche tempo fa, ieri si è aggiunta la terza mutazione isolata in Giappone. Per questo, secondo le società di gestione degli aeroporti, il presidio medico sarebbe comunque necessario. Lo dicono da Cagliari e da Olbia, dove le postazioni sono ancora in piedi ma i tamponi restano un ricordo. E i passeggeri che sono sbarcati ad Alghero nei giorni scorsi confermano l’assenza dei controlli, ad eccezione del termometro. «I controlli sono durati un paio di mesi, sino a quando era obbligatori testare i passeggeri in arrivo dai Paesi a rischio. Poi non si è più fatto nulla – spiega Silvio Pippobello, Ad della società di gestione dell’aeroporto. Sarebbero utili anche ora, anche se è vero che il traffico dei passeggeri è molto ridotto. Perché siano efficaci, però, sarebbe necessario un coordinamento nazionale». Renato Branca, Ad della società di gestione dell’aeroporto di Cagliari, conferma l’assenza di controlli sanitari: «La postazione che abbiamo utilizzato è ancora disponibile ma da novembre manca il personale medico che effettuava i tamponi». In tutta Italia sono una quindicina gli aeroporti in cui vengono effettuati i test rapidi ai passeggeri in arrivo. Un servizio che l’isola, attualmente, non può proporre per via della carenza di personale sanitario e per gli impegni con la campagna di vaccinazione e con lo screening territoriale (c.z.)

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