Piano casa, ultimo miglio bonus per verande e garage
La maggioranza di centrodestra resiste ai duri attacchi delle opposizioni Accelerazione improvvisa. Oggi o domani il voto decisivo in Consiglio regionale
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CAGLIARI. Le opposizioni continuano a picchiare duro sul Piano casa e il centrodestra continua a non fare neanche una piega. Escluse alcune schermaglie interne fra sardisti e leghisti, finora la maggioranza ha mostrato sempre i muscoli e messo al sicuro tutti i bonus edilizi annunciati. Ha approvato oltre metà della legge e oggi vorrebbe chiudere la partita. Ci riuscirà: ha troppi voti di vantaggio su chi, anche nella sesta seduta consecutiva, ha provato a metterla all’angolo con frasi tipo: «D’ora in poi ognuno potrà fare quello che vorrà. Questo vostro Piano casa scatenerà un disastro nelle coste, in campagna e nei centri storici». Non certo per la Giunta, anche se finora l’assessore all’urbanistica Quirico Sanna è intervenuto gran poco nel dibattito. Ancora meno finirà in catastrofe per l’alleanza di centrodestra, che ha affidato al capogruppo del Psd’Az, Franco Mura, il compito ingrato di correggere in aula alcuni evidenti errori materiali presenti nella legge. Però al di là di questo taglia e cuci, il centrodestra non ha replicato neanche una volta, affidandosi sempre e solo alla conta dei voti.
Le ultime novità. Dopo aver approvato i bonus oltre i 300 metri dal mare – varieranno dal 35 al 50 per cento – e giurato che nella fascia super protetta gli alberghi non potranno aumentare le volumetrie, ieri il centrodestra ha messo un altro bel po’ di paletti su alcuni aspetti tecnici. Ad esempio un terzo delle verande potrà essere coperto. Oppure, secondo un altro comma, le nuove stanze potranno avere una superficie anche di 40 metri quadri nei centri storici e intorno ai 70 nelle zone turistiche. Ancora: ci sarà la possibilità di trasformare i parcheggi condominiali in cubature per uso residenziale. Oppure negli «spazi di grande altezza» all’interno delle costruzioni in campagna sarà possibile realizzare soppalchi e lo stesso potrà accadere nelle aree turistiche. Di questi aspetti tecnici è piena la legge e qualcos’altro di simile dovrebbe esserci negli altri undici articoli ancora da approvare.
Le ultime denunce. Ancora una volta le opposizioni hanno punto il dito contro la legge. Nel sesto attacco consecutivo, hanno sostenuto che «a pagare il prezzo più pesante saranno i Comuni». Alla fine, secondo la loro ricostruzione, «tutto il testo dovrà essere interpretato dagli uffici tecnici perché è zeppo di contraddizioni». Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, è stato perentorio nel sostenere: «Ogni articolo provocherà una deregulation mai vista finora. Perché a tutti sarà consentito di costruire cubature fuori dalle regole». Concetto sottolineato anche da Massimo Zedda dei Progressisti: «Non conteranno più i Piani urbanistici comunali e neanche quelli particolareggiati, ma solo questa legge che premia i furbetti e gli speculatori». Roberto Li Goi, Movimento Cinque stelle, ha alzato ancor più il tiro: «È un testo calato dall’alto, o meglio un Piano casa delle libertà, che i Comuni subiranno. Ma c’è di peggio: la Regione scaricherà sulle spalle di sindaci e assessori, travolti dai bonus, il compito di tenere a bada chi vorrà aumentare le cubature». Maria Laura Orrù e Gianfranco Satta dei Progressisti e Valter Piscedda del Pd però hanno già individuato quella che per loro sarà la vera scialuppa di salvataggio: «Il Governo impugnerà di sicuro questa legge che è disastrosa sotto ogni aspetto, urbanistico, edilizio e legislativo». Nel pomeriggio di oggi dovrebbe cominciare la volata finale, con il centrodestra che partirà come sempre in vantaggio e quindi con la vittoria già in tasca. (ua)
Le ultime novità. Dopo aver approvato i bonus oltre i 300 metri dal mare – varieranno dal 35 al 50 per cento – e giurato che nella fascia super protetta gli alberghi non potranno aumentare le volumetrie, ieri il centrodestra ha messo un altro bel po’ di paletti su alcuni aspetti tecnici. Ad esempio un terzo delle verande potrà essere coperto. Oppure, secondo un altro comma, le nuove stanze potranno avere una superficie anche di 40 metri quadri nei centri storici e intorno ai 70 nelle zone turistiche. Ancora: ci sarà la possibilità di trasformare i parcheggi condominiali in cubature per uso residenziale. Oppure negli «spazi di grande altezza» all’interno delle costruzioni in campagna sarà possibile realizzare soppalchi e lo stesso potrà accadere nelle aree turistiche. Di questi aspetti tecnici è piena la legge e qualcos’altro di simile dovrebbe esserci negli altri undici articoli ancora da approvare.
Le ultime denunce. Ancora una volta le opposizioni hanno punto il dito contro la legge. Nel sesto attacco consecutivo, hanno sostenuto che «a pagare il prezzo più pesante saranno i Comuni». Alla fine, secondo la loro ricostruzione, «tutto il testo dovrà essere interpretato dagli uffici tecnici perché è zeppo di contraddizioni». Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, è stato perentorio nel sostenere: «Ogni articolo provocherà una deregulation mai vista finora. Perché a tutti sarà consentito di costruire cubature fuori dalle regole». Concetto sottolineato anche da Massimo Zedda dei Progressisti: «Non conteranno più i Piani urbanistici comunali e neanche quelli particolareggiati, ma solo questa legge che premia i furbetti e gli speculatori». Roberto Li Goi, Movimento Cinque stelle, ha alzato ancor più il tiro: «È un testo calato dall’alto, o meglio un Piano casa delle libertà, che i Comuni subiranno. Ma c’è di peggio: la Regione scaricherà sulle spalle di sindaci e assessori, travolti dai bonus, il compito di tenere a bada chi vorrà aumentare le cubature». Maria Laura Orrù e Gianfranco Satta dei Progressisti e Valter Piscedda del Pd però hanno già individuato quella che per loro sarà la vera scialuppa di salvataggio: «Il Governo impugnerà di sicuro questa legge che è disastrosa sotto ogni aspetto, urbanistico, edilizio e legislativo». Nel pomeriggio di oggi dovrebbe cominciare la volata finale, con il centrodestra che partirà come sempre in vantaggio e quindi con la vittoria già in tasca. (ua)
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