Piano casa Sardegna: fascia costiera intoccabile, oltre c'è il super bonus per gli hotel

Stop a nuove costruzioni entro i 300 metri. Il lotto minimo scende a 1 ettaro

CAGLIARI. Il Piano casa è legge e lo sarà fino al 2023. Però manca ancora un via libera decisivo, quello del Governo. Nei prossimi mesi, Palazzo Chigi impugnerà i 21 articoli voluti e approvati in Consiglio regionale dalla maggioranza di centrodestra, oppure apporrà il suo sigillo? Nell’attesa di capire cosa accadrà entro marzo e ricordato che comunque la legge regionale rimarrà in vigore fino a quando non si pronuncerà la Corte di cassazione, sentenza a quel punto necessaria se i ministeri dovessero ricorrere, ecco lo scheletro e non solo del nuovo Piano casa.

Nei 300 metri dal mare. Gli alberghi potranno solo demolire e ricostruire ma senza aumentare le cubature. Il saldo fra vecchio e nuovo dovrà essere sempre e comunque pari a zero. Per essere ancora più chiari: sarà impossibile che gli hotel occupino altre aree oltre quelle già compromesse. Di conseguenza, nei 300 metri non ci saranno nuove costruzioni. E infatti anche i proprietari delle seconde case sul mare o affacciate sulla spiaggia non potranno ingrandire ville e lottizzazioni.

Fuori dai 300 metri. In questa fascia turistica gli alberghi avranno a disposizione un bonus significativo, sarà del 50 per cento. Lo potranno utilizzare per ingrandire le camere, aumentare i posti letto, conquistare più stelle, leggi classi turistica, ma anche ampliare le hall e i centri congressi. In più potranno sfruttare un secondo extra, intorno al 10 per cento, purché riducano i costi della bolletta elettrica, puntando su bioedilizia e materiali di coibentazione prodotti in Sardegna. Rispetto al vecchio Piano casa, i due bonus appena elencati sono e saranno molto più generosi: dal 30 al 50 per gli ampliamenti, dal 5 al 10 nel caso del cosiddetto pacchetto green. Sempre gli alberghi potranno chiudere le verande per 240 giorni, finora lo potevano fare solo durante la stagione turistica, e coprire le piscine senza che l’intervento sia considerato aumento di cubatura. La legge prevede anche questa possibilità: i Comuni che non hanno ancora esaurito le cubature loro assegnate nel lontano 1983, potranno autorizzare nuovi insediamenti turistici, purché i futuri alberghi siano classificati super lusso. Sempre oltre i 300 metri dalla battigia i proprietari delle seconde case potranno ampliare fino al 35 per cento in più della cubatura, sono una sessantina di metri quadri, e utilizzare il solito bonus green del 10. Ancora: sottotetti e seminterrati potranno essere trasformati in residenze. Infine ai servizi turistici all’interno delle lottizza«ioni è stato assegnato un extra pari al 25 per cento delle cubature. Infine le aree di sosta stagionali per autocaravan e campeggi, allestite nei terreni privati, potranno essere autorizzate dai Comuni a condizione che non siano impattanti.

In città e nei paesi. Il primo bonus è del 25 per cento (era il 20) e potrà essere utilizzato dai proprietari delle case all’interno dei centri storici. Però la nuova superficie non potrà superare i 90 metri cubi (erano 70) e sempre nel rispetto del piano particolareggiato. Nei Comuni, invece, in cui non esiste un piano particolareggiato gli aumenti saranno vietati. Negli altri quartieri il premio sarà invece del 30 per cento fino a 180 metri cubi (erano 120), mentre per i portatori di handicap il 35 e fino a 150 metri. In tutte le aree urbane, compresi i centri storici, sarà possibile trasformare sottotetti, seminterrati e piani pilotis in uso residenziale.

In campagna. Il lotto minimo per costruire è sceso da tre a un solo ettaro. Ma entro i mille metri dal mare la licenza sarà concessa solo agli agricoltori professionisti fino a 120 metri quadri per oggi ettaro. Mentre le case esistenti avranno a disposizione il 30 per cento di bonus. Oltre i mille metri, invece, potranno costruire anche i non professionisti (gli hobbisti) ma fino a 120 metri quadri per ogni ettaro. Sempre nelle aree rurali i Comuni avranno la possibilità d’individuare zone turistiche, ma a condizione che «nelle vicinanze siano presenti monumenti e attrattori culturali». Poi gli alberghi rurali, con meno di 80 stanze, potranno aumentare la cubatura del 50 per cento.

Capannoni. Nelle aree commerciali, artigianali e industriali gli ampliamenti potranno essere fino al 25 per cento. Sarà possibile arrivare al 30-40 con la costruzione di uno o più solai.

Demolizioni e ricostruzioni. Chi sposterà le cubature dalle aree a rischio idrogeologico, dopo aver demolito a sue spese il vecchio caseggiato, in altri terreni avrà a disposizione un bonus del 35 per cento quando ricostruirà. Bonus che diventerà del 40 nel caso in cui a essere liberate siano invece aree di pregio ambientale e architettonico. In entrambi in casi l’autorizzazione non dovrà essere concessa dai Consigli comunali, com’era finora, basterà il via libera degli uffici tecnici.

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