«Sembra di essere ritornati agli anni 50»
SASSARI. In un mondo in cui non si può viaggiare la loro professione sembra passata di moda. Il blocco del turismo a tempo indeterminato ha dato un’enorme mazzata alle agenzie di viaggio, costrette...
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SASSARI. In un mondo in cui non si può viaggiare la loro professione sembra passata di moda. Il blocco del turismo a tempo indeterminato ha dato un’enorme mazzata alle agenzie di viaggio, costrette all’immobilità: «Ne abbiamo viste di tutti i colori, dalle Torri Gemelle al Bataclan, ma adesso sembra di essere ritornati agli anni 50 – racconta Daniele Pintus, agente di viaggio sassarese–. L’altro giorno ho preparato un biglietto per un viaggio improvviso. È stato necessario registrare il passeggero negli elenchi d’ingresso del Paese di destinazione, effettuare un tampone antigenico e uno molecolare e trasmettere tutto alla compagnia aerea che già mi chiedeva i suoi dati. Sembra di essere ritornati ai tempi della cortina di ferro». Ma i problemi sono altri: «Sino a quando non si potrà viaggiare per fare turismo saremo tutti appesi a un filo. Noi abbiamo perso il 95% del fatturato e ho 10 dipendenti in cassa integrazione. Se poi ci guardiamo attorno vediamo che da Alghero, ad esempio, partono 4 aerei al giorno, due per Roma e due per Milano. Chi li prende spesso ha il terrore di restare intrappolato in una quarantena non prevista. Questa è l’attualità e sopravvivere non sarà facile, molti chiuderanno anche solo per inedia. Per fortuna – conclude Pintus – i ristori sono arrivati ma perché qualcosa possa muoversi è necessario un patentino sanitario o qualcosa che possa permettere una ripresa del turismo».
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