Campagna al rallenty I vaccini non arrivano
I ritardi della Pfizer e di Moderna costringono la Regione a rivedere i piani Le dosi a disposizione serviranno per i richiami, gli over 80 dovranno aspettare
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CAGLIARI. Le bizze della Pfizer e i ritardi di Moderna hanno avuto un primo effetto negativo: gli over 80 non saranno vaccinati più ad aprile, come annunciato dal commissario Arcuri, ma (forse) a maggio. «Non potrà che essere così, purtroppo. Se le fiale continueranno ad arrivare con giorni e giorni di ritardo, com’è accaduto finora, per forza tutta la campagna slitterà in avanti dalle due alle tre settimane», fanno sapere dalla cabina di regia della Regione.
Il punto. C’è amarezza, inevitabile, per le forniture dimezzate da parte della Pfizer. Come se non bastasse, proprio in queste ore, anche l’altra multinazionale, la Moderna, ha fatto qualche passo indietro ed infatti delle sue mille fiale non c’è ancora traccia in Sardegna. «Due giorni fa sarebbero dovute arrivare 14mila fiale Pfizer e invece, con ritardo, ne abbiamo ricevuto 7.020. Con questa disponibilità, d’ora in poi potremo garantire solo le dosi di richiamo destinate agli oltre 16mila dipendenti dell’Ats-Ares, già vaccinati, alle Residenze per gli anziani e poi dobbiamo immunizzare ancora i volontari delle cooperative affiliate al 118», è l’ultima contabilità dal commissario Massimo Temussi. «Tutto quello che avevamo nei supercongelatori – prosegue – l’abbiamo utilizzato dal 27 dicembre, il giorno del V-Day europeo, in poi. Anzi, in questa prima fase abbiamo dovuto chiedere un bel po’ di dosi all’Azienda Brotzu e all’Aou cagliaritana per tenere il passo con i tempi previsti. Poi per fortuna, dal 4 gennaio e fino all’altra mattina, abbiamo messo da parte oltre il 30 per cento delle consegne, è la cosiddetta riserva, o altrimenti saremmo fuori tempo massimo da una settimana». Secondo l’ultimo report del Governo, finora la Sardegna ha somministrato il 73,1 per cento delle dosi ricevute, al netto della riserva e il che vuole dire 24.362 vaccinazioni. «È un ottimo risultato – sottolinea il commissario – ma senza nuove forniture la campagna finirà per bloccarsi».
La denuncia. L’assessore alla sanità, Mario Nieddu, non ha dubbi nel ribadire quello che è nei fatti un atto d’accusa: «Le recenti scelte della Pfizer – dice – sono sconcertanti. Nell’ultimo confronto con il commissario nazionale Arcuri, tutte le Regioni hanno protestato e qualcuna più di altre. Ad esempio la Sardegna, perché continua a essere incomprensibile come la casa farmaceutica abbia suddiviso le ultime fiale. In alcune zone, i tagli sono stati minimi, mentre da noi le ha dimezzate». Per aggiungere subito dopo: «Arcuri ha dichiarato di essere pronto ad andare per vie legali con la Pfizer e poi dare una sveglia a Moderna. La Sardegna sarà al suo fianco in un caso e nell’altro».
Caso Moratti. L’uscita dell’assessore alla sanità della Lombardia, Letizia Moratti, non merita neanche una risposta per Nieddu. «Preferisco non commentarla», le sue parole dopo avergli ricordato l’improponibile equazione rimbalzata da Milano: le dosi distribuite dovranno essere calcolate in base al Prodotto interno lordo di ciascuna Regione. «Lo ripeto, una frase così non si può neanche sentire».
Prova del nove. Il 25 gennaio, sempre dalla Pfizer, dovrebbero arrivare 13mila dosi: come finirà? «Non lo sappiamo ancora, ma di sicuro buona parte servirà per chiudere la prima fase», replicano dalla cabina di regia, confermando poi che, a questo punto, «gli over 80 non saranno convocati prima di maggio». Però le opposizioni in Consiglio regionale, dal Pd ai 5 stelle, sono sempre più perplesse: «Il piano vaccinazioni della Regione è tutt’altro che trasparente». Non per il presidente della commissione sanità: «L’importante è che arrivino le dosi», dice Domenico Gallus dell’Udc e lo ha detto tutto d’un fiato. (u.a.)
Il punto. C’è amarezza, inevitabile, per le forniture dimezzate da parte della Pfizer. Come se non bastasse, proprio in queste ore, anche l’altra multinazionale, la Moderna, ha fatto qualche passo indietro ed infatti delle sue mille fiale non c’è ancora traccia in Sardegna. «Due giorni fa sarebbero dovute arrivare 14mila fiale Pfizer e invece, con ritardo, ne abbiamo ricevuto 7.020. Con questa disponibilità, d’ora in poi potremo garantire solo le dosi di richiamo destinate agli oltre 16mila dipendenti dell’Ats-Ares, già vaccinati, alle Residenze per gli anziani e poi dobbiamo immunizzare ancora i volontari delle cooperative affiliate al 118», è l’ultima contabilità dal commissario Massimo Temussi. «Tutto quello che avevamo nei supercongelatori – prosegue – l’abbiamo utilizzato dal 27 dicembre, il giorno del V-Day europeo, in poi. Anzi, in questa prima fase abbiamo dovuto chiedere un bel po’ di dosi all’Azienda Brotzu e all’Aou cagliaritana per tenere il passo con i tempi previsti. Poi per fortuna, dal 4 gennaio e fino all’altra mattina, abbiamo messo da parte oltre il 30 per cento delle consegne, è la cosiddetta riserva, o altrimenti saremmo fuori tempo massimo da una settimana». Secondo l’ultimo report del Governo, finora la Sardegna ha somministrato il 73,1 per cento delle dosi ricevute, al netto della riserva e il che vuole dire 24.362 vaccinazioni. «È un ottimo risultato – sottolinea il commissario – ma senza nuove forniture la campagna finirà per bloccarsi».
La denuncia. L’assessore alla sanità, Mario Nieddu, non ha dubbi nel ribadire quello che è nei fatti un atto d’accusa: «Le recenti scelte della Pfizer – dice – sono sconcertanti. Nell’ultimo confronto con il commissario nazionale Arcuri, tutte le Regioni hanno protestato e qualcuna più di altre. Ad esempio la Sardegna, perché continua a essere incomprensibile come la casa farmaceutica abbia suddiviso le ultime fiale. In alcune zone, i tagli sono stati minimi, mentre da noi le ha dimezzate». Per aggiungere subito dopo: «Arcuri ha dichiarato di essere pronto ad andare per vie legali con la Pfizer e poi dare una sveglia a Moderna. La Sardegna sarà al suo fianco in un caso e nell’altro».
Caso Moratti. L’uscita dell’assessore alla sanità della Lombardia, Letizia Moratti, non merita neanche una risposta per Nieddu. «Preferisco non commentarla», le sue parole dopo avergli ricordato l’improponibile equazione rimbalzata da Milano: le dosi distribuite dovranno essere calcolate in base al Prodotto interno lordo di ciascuna Regione. «Lo ripeto, una frase così non si può neanche sentire».
Prova del nove. Il 25 gennaio, sempre dalla Pfizer, dovrebbero arrivare 13mila dosi: come finirà? «Non lo sappiamo ancora, ma di sicuro buona parte servirà per chiudere la prima fase», replicano dalla cabina di regia, confermando poi che, a questo punto, «gli over 80 non saranno convocati prima di maggio». Però le opposizioni in Consiglio regionale, dal Pd ai 5 stelle, sono sempre più perplesse: «Il piano vaccinazioni della Regione è tutt’altro che trasparente». Non per il presidente della commissione sanità: «L’importante è che arrivino le dosi», dice Domenico Gallus dell’Udc e lo ha detto tutto d’un fiato. (u.a.)
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