Nuoro festeggia la sua figlia più illustre

Mostre, convegni, ma anche musica e teatro per celebrare la scrittrice premio Nobel per la letteratura nel 1926

NUORO. Dodici mesi di eventi per ricordare i 150 anni dalla nascita della scrittrice premio Nobel, Grazia Deledda. Li sta programmando il Comune che già da ora chiede il sostegno a istituzioni pubbliche, associazioni e singoli cittadini. L’emergenza Covid-19 non consente date certe da subito, per i diversi momenti di celebrazione. Uno però è già fissato: il 28 settembre, giorno della nascita a Nuoro della scrittrice (nel 1871) la città farà festa per ricordare la sua figlia di maggior prestigio, in una storia che proprio a cavallo del principio del ’900 ha portato Nuoro alla ribalta, per il fiorire di arti e lettere, tanto da guadagnagli l’epiteto di Atene sarda. «Abbiamo previsto 150 eventi quanti sono gli anni che ricordiamo», ha spiegato ieri mattina l’assessore comunale della Cultura, Luigi Crisponi, nel presentare il progetto culturale, insieme al sindaco Andrea Soddu. L’avvio l’ha dato una delibera di giunta, in cui è riportato il programma di massima. Tra i prossimi passi la costituzione di una task-force amministrativa, che oltre a Soddu e Crisponi, riunirà gli assessori dei Lavori pubblici e dell’ambiente.

Propedeutica all’intera iniziativa anche la nomina di un comitato d’onore, in cui troveranno posto alcune personalità sarde, della politica e delle istituzioni. Previsto anche un organismo scientifico, di gestione delle celebrazioni, in questo caso appannaggio di letterati e intellettuali. I primi passi organizzativi il comune li ha già compiuti. Crisponi: «Abbiamo scritto al presidente della Repubblica, al capo del governo e al governatore della Regione. A tutti chiediamo il patrocinio per l’intero arco delle manifestazioni». Un altro organismo interpellato è il ministero degli Esteri, al quale il Comune chiede di fungere da collegamento con le istituzioni culturali sparse nel mondo, affinché siano parte dell’anno dedicato a Deledda, partita dallo stretto ambiente nuorese e capace di centrare con la sua opera il Nobel per la letteratura, nel 1926, col romanzo “Canne al vento”. «Questo non significa – ha detto l’assessore della Cultura – che puntiamo a un programma destinato all’élite. Tutt’altro. Vogliamo che il ricordo della Deledda sia un momento di coinvolgimento popolare della città e del territorio, di riscoperta della scrittrice. In questo senso la nostra attenzione va soprattutto ai ragazzi della scuola, che devono fare propria questa grande figura di donna e letterata e aiutare a farla conoscere».

Se ancora non si hanno le date, si sa qualcosa del programma. Il ricordo camminerà nel filo tracciato dalle opere, che sono soprattutto uno spaccato della vita di Nuoro e del circondario. Gli strumenti e le arti per parlarne: «Saranno centrali alcuni convegni – ha rimarcato Crisponi – in cui rileggere e approfondire la scrittrice, con l’intervento degli intellettuali che più ne hanno studiato l’opera. Le altre espressioni saranno quelle del teatro, della musica e del cinema. Ma non si deve pensare – sono state ancora le parole dell’assessore – a delle mere riproposizioni degli scritti e della vita, da svolgere nel chiuso di un teatro, quanto piuttosto a eventi allestiti negli spazi pubblici, in quei luoghi, della città e del circondario, che sono diventati altrettanti siti simbolo dell’espressività letteraria della Deledda». Nuoro, prima di tutto, ma anche Bitti, Oliena, Galtellì, e altri centri, saranno chiamati a realizzare il programma. Di cui Crisponi ha sottolineato un obiettivo ambizioso: «Sappiamo che tra la città e la Deledda non è mai scoppiata la passione e, anzi, spesso c’è stata diffidenza. Credo sia il momento di sancire la riconciliazione con un grande abbraccio simbolico».

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