La Nuova Sardegna

Scuola, giunta irremovibile sindacati: si torni in sicurezza

di Claudio Zoccheddu
Scuola, giunta irremovibile sindacati: si torni in sicurezza

Appello delle organizzazioni di categoria: «Confrontiamoci, ma presto in classe»

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SASSARI. La risposta della Regione potrebbe essere arrivata in maniera indiretta. Il ritorno alla didattica a distanza dell’Istituto tecnico di Tortolì che aveva scavalcato l’ordinanza regionale - che impone il ritorno alle lezioni in presenza da febbraio - è un indizio sull’intenzione di non modificare l’ordinanza in alcun modo. Per fare una prova ne servirebbero almeno altri due, perlomeno secondo Agatha Christie, ma visti i tempi bisogna accontentarsi. Un po’ come fanno i sindacati, pronti a discutere i tempi della scuola superiore, della ripresa e della sicurezza in aula e sul pullman, ma mai ascoltati dalla Regione. Eppure, il parere di base sembrerebbe molto simile. I sindacati fanno fronte comune contro la Dad, auspicano il ritorno a scuola nel minore tempo possibile ma a patto che venga garantita la sicurezza di docenti e studenti. Indicazioni che, in sostanza ricalcano quelle fornite la scorsa settimana dall’assessore dell’Istruzione, Andrea Biancareddu, che aveva parlato anche del ritorno in classe posticipato ma al 100 per cento e con la fila dei vaccini “saltata” dai docenti e dal personale Ata. Intanto Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, regioni “arancioni”, hanno ripreso con le lezioni in presenza.

I sindacati. Maria Luisa Serra, segretaria regionale della Cisl Scuola, chiede rapidità e sicurezza: «Chiediamo che le lezioni alle scuole superiori riprendano al più presto ma in sicurezza. Sappiamo che la scuola è un luogo sicuro, il problema è fuori. Abbiamo cercato tante volte un confronto con la Regione, anche prima dell’ultima ordinanza, ma non siamo mai stati convocati, cose che invece accade puntualmente in altre regioni. Noi vogliamo dare una mano per trovare una soluzione, perché è impossibile che le scuole restino chiuse, ma l’impressione è che abbia vinto il timore di un declassamento in zona arancione». Molto simile il parere di Giuseppe Corrias, segretario regionale di Uil Scuola: «La scuola deve riaprire, ma in sicurezza. Molti docenti hanno paura, ed è comprensibile. Ci sono momenti, come le lezioni di sostegno, in cui gli alunni non indossano la mascherina. Noi abbiamo fatto proposte sin dai primi momenti, come i doppi turni, ma non siamo stati ascoltati. Abbiamo chiesto anche alle Prefetture di essere mesi a conoscenza dei fatti e dei piani per il rientro ma non abbiamo mai ricevuto risposte. Ho letto che si pensa di prolungare gli orari, anche per via degli ingressi scaglionati. Ma come può essere possibile se manca il personale scolastico? Ci sentiamo come se fossimo in balia delle onde, amministrati da persone che non sanno amministrare e la nostra paura e che si ogni volta si rischi di ricominciare daccapo». Anche Emanuele Usai, segretario regionale della Flc Cgil, lamenta difetti di comunicazione con la Regione: «Hanno protocolli particolari, non trattano con noi – spiega –. Per quanto ci riguarda l’unica scuola possibile è quella in presenza. Le condizioni per farlo in sicurezza ci sono e anche il Comitato tecnico scientifico lo ha confermato ma ha anche lasciato che le Regioni facessero una scelta politica, che è legittima, che non poterà a una modifica dell’ordinanza. A questo punto speriamo che quando si riprenderà, perlomeno lo si faccia in sicurezza. Per il momento, ad esempio, non ci convince il sistema dei trasporti. Gestire i flussi degli studenti non sarà facile, come non lo è stato in autunno. Eppure anche allora si diceva che i pullman dovessero viaggiare seguendo precisi limiti di capienza, poi arrivavano a destinazione strapieni e con i passeggeri anche in piedi. Ora la Regione dice che il sistema non presenta criticità, però il nuovo piano dei trasporti è un mistero». Anche l’idea di riprendere da febbraio, ma con il 100 in presenza, sembra azzardata: «Abbiamo classi con 28 alunni in 46 metri quadri – conclude Usai –, non mi sembra che questo possa essere considerato sicuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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