Rifiutò l’etilometro: taglierà l’erba

Operaio evita la confisca dell’auto in cambio di 166 ore di lavori utili per il Comune

SASSARI. Andrà a tagliare l’erba delle aiuole all’ingresso del paese, ma non dovrà rinunciare alla sua macchina che stando al codice della strada dovrebbe essere sottoposta a confisca, ma che una sentenza della Cassazione gli ha permesso di non perdere.

Rifiutarsi di essere sottoposti alla prova dell’etilometro da parte delle forze dell’ordine dopo aver provocato un incidente stradale può evitare dunque – a patto di essere disposti a svolgere lavori di pubblica utilità – di incorrere nella confisca definitiva della propria auto. Il provvedimento previsto dall’articolo 186 del codice stradale che prevede in caso di alcolemia alta, ma anche di rifiuto da parte dell’automobilista dell’accertamento del tasso di alcol nel sangue, la confisca del veicolo, non trova però d’accordo i giudici della Corte Suprema. Lo ha scoperto con piacere, quando ormai si era già rassegnato a non vedere più la sua Opel Astra e a pagare un’ammenda di cinquemila euro, un operaio trentacinquenne di Valledoria che a giugno di due anni fa, dopo un incidente avvenuto nei pressi di Baja Verde, aveva preferito non soffiare dentro l’etilometro dei carabinieri, certo che sarebbe comunque finita male.

E in effetti le cose per lui non si erano messe benissimo. Dopo la denuncia il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Sassari Carmela Rita Serra aveva emesso nei suoi confronti un decreto penale di condanna. I due mesi di arresto erano stati convertiti in un’ammenda di cinquemila di euro, oltre alla confisca della Opel. Al decreto si sono però opposti i difensori dell’operaio, gli avvocati Giuseppe Lepori e Laura Murziani, convinti di trovare uno spiraglio tra le interpretazioni della Cassazione per salvare almeno la macchina del loro cliente. Così, basandosi su una sentenza del 2015 delle Sezioni Unite, che interpreta diversamente il codice della strada, il giudice dell’udienza preliminare Antonello Spanu ha dovuto tenere conto del fatto che non si può contestare l’aggravante della guida in stato d’ebbrezza a chi non si è sottoposto all’alcol test. Fatto che apre la porta alla messa alla prova e ai lavori di pubblica utilità. Il gup ha concesso così – per la prima volta a Sassari – la possibilità all’imputato di patteggiare la pena e i due mesi e 20 giorni di arresto sono stati tramutati in 166 ore di lavori utili. L’operaio dovrà certo lavorare per qualche giorno gratis per conto del Comune di Valledoria, ma a espiare quantomeno la pena non dovrà andare a piedi.

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