bancarotta e peculato
Crac Keller, in tribunale Tilocca e altri otto
CAGLIARI. Tre milioni di euro, regalati dalla Sfirs alla Keller Elettromeccanica di Villacidro con l’ingresso della finanziaria regionale nel capitale sociale di un’impresa ormai in fase di...
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CAGLIARI. Tre milioni di euro, regalati dalla Sfirs alla Keller Elettromeccanica di Villacidro con l’ingresso della finanziaria regionale nel capitale sociale di un’impresa ormai in fase di insolvenza senza alcun assenso da parte dell’amministrazione regionale. Il progetto era ancorato a fantomatiche commesse in arrivo dall’Iran per la costruzione di alcuni treni. Quei soldi pubblici sono finiti altrove e ieri, a distanza di quasi undici anni, i presunti responsabili sono stati rinviati a giudizio dal gup Alessandra Tedde su richiesta del pm Andrea Vacca. Sono nove, su tutti l’ex presidente della Sfirs Graziano Antonio Tilocca (56 anni) di Nuoro ma residente a Cagliari, che a partire dall’udienza del prossimo 4 giugno dovrà rispondere di bancarotta e peculato con la difesa dell’avvocato Guido Manca Bitti. Fra gli altri il legale rappresentante della Keller Stefano Aldrovandi (72) di Bologna, difeso da Roberto Sorcinelli e il notissimo manager Gianfrancesco Borghini (86) di Roma, imputati di bancarotta. Nel lungo e articolato capo d’imputazione la Procura fa riferimento all’operazione di finanziamento messa in atto dalla Sfirs, in cui Tilocca viene accusato di aver distratto «con conseguente appropriazione a fini personali» gli ormai famosi tre milioni, sapendo benissimo che la Keller era ormai prossima al fallimento. Agli altri imputati viene addebitato un intreccio di operazioni temerarie tra la Keller e altre società fallite o sull’orlo del fallimento, compiute a novembre del 2014, con passaggi di forniture e di brevetti privi di valore economico. Un turbillon di imbrogli, quello contestato dal magistrato, che sarebbe servito solo ad aggravare lo stato finanziario della Keller, senza influire sulla produzione. A fronte di queste scelte in azienda non c’erano più neppure i soldi per acquistare l’acciaio necessario alla produzione di treni.
Gli altri sei imputati sono ex vertici del management della Keller: Giovanni Pagnoni (70 anni) di Provaglio d’Iseo, Antonio Boncompagni (64), Giovanni Coppletti (59) e Piero Mancini (72) tutti di Arezzo, Paolo Piombini (59) di Bologna e Sergio Zanarini (78) di Casalfiumanese. (m.l)
Gli altri sei imputati sono ex vertici del management della Keller: Giovanni Pagnoni (70 anni) di Provaglio d’Iseo, Antonio Boncompagni (64), Giovanni Coppletti (59) e Piero Mancini (72) tutti di Arezzo, Paolo Piombini (59) di Bologna e Sergio Zanarini (78) di Casalfiumanese. (m.l)
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