E Sassari scoprì la tagliata al pepe nero e il radicchio
Agli inizi degli anni Ottanta, a Sassari, non c’era una gran scelta di ristoranti. Scarsa fantasia anche nei menu proposti. Chi voleva mangiare il pesce andava ad Alghero e a Castelsardo.Gli...
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Agli inizi degli anni Ottanta, a Sassari, non c’era una gran scelta di ristoranti. Scarsa fantasia anche nei menu proposti. Chi voleva mangiare il pesce andava ad Alghero e a Castelsardo.
Gli antipasti, salvo rarissime eccezioni, scimmiottavano idee di locali famosi del Continente e raramente potevi trovare primi a base di paste fresche preparate dai cuochi.
Si potevano mangiare carni ma non era facile trovare bistecche ben frollate e tenere. Per questo l’arrivo in città di Gianni e Amedeo Deiana ha segnato una vera propria rivoluzione: antipasti originali e sfiziosi, paste fresche preparate ogni giorno dagli chef, paglia e fieno, ravioli ripieni di melanzane e noci. Oppure farciti di dentici e spigole, una novità molto apprezzata dai sassaresi.
E poi tagliate di manzo con pepe nero in grano schiacciato e rosmarino.
«In quegli anni ne abbiamo venduto tantissime – dice Amedeo Deiana – come i piatti a base di radicchio. Da noi andavano a ruba ma i verdurai non riuscivano a venderlo ai privati». E poi i piatti di stagione a base di ricci di mare o di porcini e ovuli, oppure di tartufo bianco di Alba. Che con la pasta fatta a mano erano dei veri capolavori gastronomici.
Molti di quei piatti, ispirati dal Nord Italia, sono praticamente scomparsi, spesso soppiantati da proposte a base di pesce, crostacei e molluschi. (p.p.)
Gli antipasti, salvo rarissime eccezioni, scimmiottavano idee di locali famosi del Continente e raramente potevi trovare primi a base di paste fresche preparate dai cuochi.
Si potevano mangiare carni ma non era facile trovare bistecche ben frollate e tenere. Per questo l’arrivo in città di Gianni e Amedeo Deiana ha segnato una vera propria rivoluzione: antipasti originali e sfiziosi, paste fresche preparate ogni giorno dagli chef, paglia e fieno, ravioli ripieni di melanzane e noci. Oppure farciti di dentici e spigole, una novità molto apprezzata dai sassaresi.
E poi tagliate di manzo con pepe nero in grano schiacciato e rosmarino.
«In quegli anni ne abbiamo venduto tantissime – dice Amedeo Deiana – come i piatti a base di radicchio. Da noi andavano a ruba ma i verdurai non riuscivano a venderlo ai privati». E poi i piatti di stagione a base di ricci di mare o di porcini e ovuli, oppure di tartufo bianco di Alba. Che con la pasta fatta a mano erano dei veri capolavori gastronomici.
Molti di quei piatti, ispirati dal Nord Italia, sono praticamente scomparsi, spesso soppiantati da proposte a base di pesce, crostacei e molluschi. (p.p.)
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