Libertà nella scelta del nuovo nome
Via il nome precedente, chi cambia sesso è libero di decidere come chiamarsi. Negli ultimi anni sono caduti i paletti che provocavano disagio a chi già affronta una situazione complessa. Il...
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Via il nome precedente, chi cambia sesso è libero di decidere come chiamarsi. Negli ultimi anni sono caduti i paletti che provocavano disagio a chi già affronta una situazione complessa. Il riconoscimento della disforia di genere consente di chiedere la rettifica anagrafica, al termine di un percorso di transizione che dura circa tre anni. Il nuovo nome apparirà in tutti i documenti e non dovrà necessariamente essere la declinazione al maschile o al femminile del precedente: chi si chiama Mario non diventerà Maria, chi è Lucia non sarà Luca. Alessia, per esempio, porta un nome che non ha nulla a che fare con quello da maschio: l’ha scelto perché piaceva tanto alla sua mamma.
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