L’epidemia frena ma è allarme assembramenti
Migliorano i dati nazionali ma nelle città “gialle” saltano le precauzioni. Arcuri: «Rischio enorme»
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ROMA. Nelle ultime 24 ore sono stati 11.252 i nuovi casi di coronavirus in Italia, con 237 vittime, come rende noto il nuovo bollettino del ministero della Salute. Sono stati invece 213.364 i tamponi effettuati, con un tasso di positività rispetto ai nuovi casi (11.252) del 5,27% (+0,9% rispetto a sabato). Gli attualmente positivi sono 453.968, 9.384 in meno di quanto comunicato dal bollettino precedente. Attualmente i ricoverati sono 22.311, di cui 2.215 nei reparti di terapia intensiva e 20.096 negli altri reparti. Le regioni con il più alto numero di nuovi contagi confermati nelle ultime 24 ore sono: Lombardia (1.438), Campania (1.401), Emilia-Romagna (1.277), Puglia (1.069) e Lazio (943). E proprio nelle regioni più colpite, ritornano i vecchi problemi.
Nelle ultime ore “arancioni”, prima che la maggior parte dell'Italia diventi gialla, sono tornati gli assembramenti in tutto il Paese, dai Navigli di Milano a via del Corso a Roma, dalle zone universitarie di Bologna alle strade della movida a Napoli, dai parchi di Torino al centro di Firenze. Per provare a mettere un freno ad una situazione che in alcune aree sembra già fuori controllo, nonostante il cambio di colore formalmente avvenga solo oggi, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha lanciato l’ennesimo avvertimento: «La zona gialla non significa scampato pericolo. Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane». Nella tarda serata di ieri, anche il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, intervistato a Che tempo che fa da Fabio Fazio, ha rilanciato lo stesso concetto: «Se noi automaticamente ricominciamo a far finta di niente e assistiamo alle scene di folla perderemo di nuovo il controllo dell'epidemia – ha detto Arcuri – Il virus non è stato sconfitto e circola ancora». Eppure, è bastata una bella giornata invernale a mandare in soffitta ogni accorgimento, perlomeno nelle aree a maggiore densità di frequentazione “domenicale” delle grandi città. Un probela che, però, non dovrebbe riguardare il Friuli Venezia Giulia dove il divieto di consumare alimenti e bevande per asporto nelle vicinanze dei locali e nei luoghi dove siano possibili assembramenti è stato esteso anche ai primi giorni “gialli” del calendario 2021. Esteso anche il divieto di consumazione al banco nei locali dopo le ore 11. Le nuove norme di contenimento sono disposte dall’ordinanza firmata dal governatore Massimiliano Fedriga proprio per evitare gli assembramenti alla vigilia dell’ingresso in zona gialla. L’ordinanza resterà in vigore dal 1 febbraio al prossimo 5 marzo e ripropone una serie di limitazioni già previste nel provvedimento dello scorso 5 dicembre.
Nelle ultime ore “arancioni”, prima che la maggior parte dell'Italia diventi gialla, sono tornati gli assembramenti in tutto il Paese, dai Navigli di Milano a via del Corso a Roma, dalle zone universitarie di Bologna alle strade della movida a Napoli, dai parchi di Torino al centro di Firenze. Per provare a mettere un freno ad una situazione che in alcune aree sembra già fuori controllo, nonostante il cambio di colore formalmente avvenga solo oggi, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha lanciato l’ennesimo avvertimento: «La zona gialla non significa scampato pericolo. Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane». Nella tarda serata di ieri, anche il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, intervistato a Che tempo che fa da Fabio Fazio, ha rilanciato lo stesso concetto: «Se noi automaticamente ricominciamo a far finta di niente e assistiamo alle scene di folla perderemo di nuovo il controllo dell'epidemia – ha detto Arcuri – Il virus non è stato sconfitto e circola ancora». Eppure, è bastata una bella giornata invernale a mandare in soffitta ogni accorgimento, perlomeno nelle aree a maggiore densità di frequentazione “domenicale” delle grandi città. Un probela che, però, non dovrebbe riguardare il Friuli Venezia Giulia dove il divieto di consumare alimenti e bevande per asporto nelle vicinanze dei locali e nei luoghi dove siano possibili assembramenti è stato esteso anche ai primi giorni “gialli” del calendario 2021. Esteso anche il divieto di consumazione al banco nei locali dopo le ore 11. Le nuove norme di contenimento sono disposte dall’ordinanza firmata dal governatore Massimiliano Fedriga proprio per evitare gli assembramenti alla vigilia dell’ingresso in zona gialla. L’ordinanza resterà in vigore dal 1 febbraio al prossimo 5 marzo e ripropone una serie di limitazioni già previste nel provvedimento dello scorso 5 dicembre.
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